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Archive: Maggio 2024

Pentecoste 2024

“Cristo, dono dell’Amore del Padre, è la via a Lui, è la verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce, è la vita che Egli è venuto a dare in sovrabbondanza”. (Reg OFS art 4)

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore ci doni la Sua Pace.
La verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce è Gesù Cristo nella Sua integralità e noi non possiamo scegliere per noi stessi una sola parte di Cristo, quella che magari sembra essere più attinente a noi, alle nostre capacità, al nostro sentire o quella che noi pensiamo sia sufficiente a vivere il nostro essere di Cristo. Più volte nella nostra vita siamo entrati in contatto con lo Spirito Santo, lo abbiamo ricevuto nel Battesimo, nella Confermazione, nell’Eucaristia, lo incontriamo ogni qualvolta ci avviciniamo ad un Sacramento e sempre lo abbiamo trovato pronto a ricolmarci dei suoi doni, sollecito nell’aprirci il cuore e la mente alla verità nel mistero della Vita con Dio, ma spesso non siamo così permeabili da lasciargli superare le barriere del nostro io, rimanendo rinchiusi in quel recinto nel quale ci sentiamo sicuri, protetti, un recinto che altro non è che il frutto della nostra sofferenza più intima, lo scotto dei nostri insuccessi e delle nostre delusioni relazionali, della stanchezza accumulata nelle difficoltà e nelle asperità del nostro vivere, tutto questo crea in noi una corazza di insensibilità, per cui anche il nostro credere a volte vacilla, relegandoci nello star bene solo con noi stessi. Abbiamo quindi bisogno di invocare lo Spirito Santo ogni ora ed ogni giorno della nostra vita, perché il nostro vivere sia luminoso, gioioso e fecondo in quell’Amore che procede solo dal Padre al Figlio e allo Spirito Santo. Non c’è altra Via per la quale noi possiamo ottenere questo Amore così prezioso per questa nostra fragile umanità, invocare lo
Spirito Santo.
A tutti voi auguro, a nome dell’intero Consiglio Regionale, di vivere ogni giorno in intimità con lo Spirito Santo.


Novena PENTECOSTE 2024

Lettera Pentecoste 2024

CIOFS – Lettera ringraziamenti per le donazioni

Cari fratelli e sorelle dell’Ordine Francescano Secolare

Pace e Bene!

“Perché dando si riceve”

Questa frase della preghiera semplice riflette il nostro ringraziamento per tanta generosità ricevuta davanti alle situazioni difficili che si sono vissute in diverse parti del nostro mondo.
La creazione di questi fondi speciali di aiuto, come il Fondo Brasile, il Fondo Ucraina, il Fondo per il Terremoto in Siria-Turchia e altri fondi, sono stati un modo urgente di aiutare i nostri fratelli e sorelle dell’OFS che si sono sentiti assistiti da ogni gesto di solidarietà ricevuto.
Alcuni di questi fondi, come il Fondo per l’Ucraina, rimangono aperti per continuare a ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno tanti nostri fratelli e sorelle.
La Presidenza del CIOFS esprime la gioia per tutti gli aiuti arrivati da ciascuno di voi, che con questo gesto rendete concreta la vita evangelica
della prima comunità: “Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case,
prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati”. (Atti 2,44-47).

Continuiamo a lavorare e a discernere sulla creazione di un fondo unico di solidarietà per queste situazioni di catastrofi, guerre, povertà estrema e tante realtà di dolore che soffrono i nostri popoli. Vedremo come questo fondo potrà essere implementato e organizzato.
Vogliamo continuare a camminare insieme, soprattutto in questo tempo di Pasqua, in cui il Risorto ci invita a pregare ed a generare gesti concreti di solidarietà tra noi e con gli altri.

Un abbraccio fraterno e ancora grazie.

Tibor Kauser
Ministro Generale OFS


IT Lettera ringraziamento sulle donazioni

Lettera GPIC Giustizia, Pace e Integrità del Creato

Cari fratelli e care sorelle, pace e bene!
Con la presente lettera vorremmo parlarvi delle tematiche riguardanti Giustizia Pace e Integrità del Creato che tantissima rilevanza stanno assumendo nella nostra quotidianità e che colpiscono direttamente le nostre coscienze. Seguiteci in questo cammino! GPIC non è solo un altro acronimo; è un potente simbolo del nostro impegno come cattolici, cristiani e cittadini del mondo. GPIC non riguarda ideali isolati; si tratta di intrecciare insieme i fili della giustizia sociale, della pace e del nostro dovere verso la nostra Madre Terra.
Prima di entrare nel vivo dell’argomento, bisogna considerare che GPIC ha diversi nomi, ognuno con la sua sfumatura unica. Potreste aver sentito parlare di GPE (Giustizia, Pace ed Ecologia) o GPSC (Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato). Queste varianti definiscono aspetti distinti della materia. GPE mette in luce la vitale danza tra le creature viventi e il loro ambiente, ricordandoci dell’armonia che dovremmo abbracciare. GPSC, d’altra parte, porta con sé un senso di custodia su ogni singola creazione. GPIC, con il suo focus sull'”integrità del creato”, implica un ruolo più ampio, come custodia su larga scala. È come se GPIC dicesse: “Siamo totalmente impegnati nella cura completa”.
Prima del Concilio Vaticano II, il coinvolgimento della Chiesa nelle questioni sociali era limitato.
Ma poi arrivò il punto di svolta – il Secondo Concilio Vaticano (Vaticano II). L’enciclica Gaudium et Spes, un documento cruciale, risvegliò la Chiesa alla sua missione nel mondo esortando ad affrontare le sfide della società, proprio come fece Cristo.
Il dinamismo continuò con Papa Paolo VI che fondò la Commissione Pontificia Giustizia e Pace nel 1967. Gli insegnamenti del Vaticano II innescarono un fuoco teologico, con giustizia, liberazione, sviluppo e pace che ardono nel cuore del Vangelo. Papa Giovanni Paolo II alimentò ulteriormente quelle fiamme, dando vita al Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, tutto incentrato sulla promozione di giustizia, pace e diritti umani con un tocco evangelico.
A questo punto dobbiamo parlare di consapevolezza ecologica. È iniziata come una piccola fiammella, ma è esplosa durante il pontificato di San Giovanni Paolo II quando si misero insieme preoccupazioni ambientali, giustizia e pace, sottolineandone il legame inscindibile. Congregazioni e ordini religiosi aderirono all’iniziativa istituendo le loro task force per la Giustizia, la Pace e l’Integrità del Creato per diffondere questi principi cruciali.
Arrivando al tempo presente incontriamo due encicliche significative: Laudato Si e Fratelli Tutti.
Entrambi sottolineano l’urgenza di affrontare le questioni di GPIC. “Sinodalità”, o camminare insieme, è una parola alla moda, che chiama alla collaborazione, al dialogo e alla solidarietà con le comunità e l’ambiente. Ne consegue che la Chiesa sta crescendo in saggezza per quanto riguarda giustizia, pace e integrità ambientale.
Tale evoluzione può essere riassunta nelle seguenti fasi:

  1. Era Pre-Vaticano II: Coinvolgimento limitato nelle questioni sociali.
  2. Vaticano II: Risveglio alla giustizia e alla pace.
  3. Inclusione successiva delle Preoccupazioni Ambientali.
  4. Collaborazione con Gruppi Non Ecclesiali.
  5. Enfasi sulla “Sinodalità”: Priorità all’input e alla collaborazione di base.

Per entrare nelle dinamiche GPIC bisogna evidenziarne le tre componenti principali:

1. Giustizia: riguarda il lavoro per la giustizia sociale e l’equità, specialmente per gli individui emarginati. Si tratta di porre fine alla povertà, all’ineguaglianza, alla discriminazione e di ergersi a difesa dei diritti umani.
2. Pace: si identifica nell’armonia, nell’unire le forze e risolvere i conflitti con un tocco di serenità. Non riguarda solo la fine delle guerre; è una grande celebrazione di stabilità sociale e politica.
3. Integrità del Creato: è come essere il protettore di Madre Natura. Siamo qui per prenderci cura del nostro ambiente, assicurandoci che rimanga sano per il futuro. E non si tratta solo di noi; si tratta di capire che tutte le creature viventi sono collegate. GPIC vuole che ci muoviamo al ritmo di tutte e tre queste dimensioni.

In conclusione, GPIC non è confinato solo alla Chiesa; è un appello universale per affrontare le sfide globali. Il suo approccio olistico ci mostra come giustizia, pace e cura della nostra bellissima Terra siano tutti intricatamente intrecciati. Mentre la Chiesa evolve nella sua missione, GPIC rimane proprio al centro della costruzione di un mondo più equo, più pacifico e sostenibile. Questi principi non sono solo per la moltitudine religiosa; risuonano per tutte quelle persone che, indipendentemente dalle proprie credenze, stanno lottando per un mondo migliore.
Pace e Bene!


Lettera GPIC (Giustizia, Pace e Intregrità del Creato) 26 aprile 2024