Home Blog

Pentecoste 2024

Pentecoste 2024

“Cristo, dono dell’Amore del Padre, è la via a Lui, è la verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce, è la vita che Egli è venuto a dare in sovrabbondanza”. (Reg OFS art 4)

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore ci doni la Sua Pace.
La verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce è Gesù Cristo nella Sua integralità e noi non possiamo scegliere per noi stessi una sola parte di Cristo, quella che magari sembra essere più attinente a noi, alle nostre capacità, al nostro sentire o quella che noi pensiamo sia sufficiente a vivere il nostro essere di Cristo. Più volte nella nostra vita siamo entrati in contatto con lo Spirito Santo, lo abbiamo ricevuto nel Battesimo, nella Confermazione, nell’Eucaristia, lo incontriamo ogni qualvolta ci avviciniamo ad un Sacramento e sempre lo abbiamo trovato pronto a ricolmarci dei suoi doni, sollecito nell’aprirci il cuore e la mente alla verità nel mistero della Vita con Dio, ma spesso non siamo così permeabili da lasciargli superare le barriere del nostro io, rimanendo rinchiusi in quel recinto nel quale ci sentiamo sicuri, protetti, un recinto che altro non è che il frutto della nostra sofferenza più intima, lo scotto dei nostri insuccessi e delle nostre delusioni relazionali, della stanchezza accumulata nelle difficoltà e nelle asperità del nostro vivere, tutto questo crea in noi una corazza di insensibilità, per cui anche il nostro credere a volte vacilla, relegandoci nello star bene solo con noi stessi. Abbiamo quindi bisogno di invocare lo Spirito Santo ogni ora ed ogni giorno della nostra vita, perché il nostro vivere sia luminoso, gioioso e fecondo in quell’Amore che procede solo dal Padre al Figlio e allo Spirito Santo. Non c’è altra Via per la quale noi possiamo ottenere questo Amore così prezioso per questa nostra fragile umanità, invocare lo
Spirito Santo.
A tutti voi auguro, a nome dell’intero Consiglio Regionale, di vivere ogni giorno in intimità con lo Spirito Santo.


Novena PENTECOSTE 2024

Lettera Pentecoste 2024

CIOFS – Lettera ringraziamenti per le donazioni

Cari fratelli e sorelle dell’Ordine Francescano Secolare

Pace e Bene!

“Perché dando si riceve”

Questa frase della preghiera semplice riflette il nostro ringraziamento per tanta generosità ricevuta davanti alle situazioni difficili che si sono vissute in diverse parti del nostro mondo.
La creazione di questi fondi speciali di aiuto, come il Fondo Brasile, il Fondo Ucraina, il Fondo per il Terremoto in Siria-Turchia e altri fondi, sono stati un modo urgente di aiutare i nostri fratelli e sorelle dell’OFS che si sono sentiti assistiti da ogni gesto di solidarietà ricevuto.
Alcuni di questi fondi, come il Fondo per l’Ucraina, rimangono aperti per continuare a ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno tanti nostri fratelli e sorelle.
La Presidenza del CIOFS esprime la gioia per tutti gli aiuti arrivati da ciascuno di voi, che con questo gesto rendete concreta la vita evangelica
della prima comunità: “Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case,
prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati”. (Atti 2,44-47).

Continuiamo a lavorare e a discernere sulla creazione di un fondo unico di solidarietà per queste situazioni di catastrofi, guerre, povertà estrema e tante realtà di dolore che soffrono i nostri popoli. Vedremo come questo fondo potrà essere implementato e organizzato.
Vogliamo continuare a camminare insieme, soprattutto in questo tempo di Pasqua, in cui il Risorto ci invita a pregare ed a generare gesti concreti di solidarietà tra noi e con gli altri.

Un abbraccio fraterno e ancora grazie.

Tibor Kauser
Ministro Generale OFS


IT Lettera ringraziamento sulle donazioni

Lettera GPIC Giustizia, Pace e Integrità del Creato

Cari fratelli e care sorelle, pace e bene!
Con la presente lettera vorremmo parlarvi delle tematiche riguardanti Giustizia Pace e Integrità del Creato che tantissima rilevanza stanno assumendo nella nostra quotidianità e che colpiscono direttamente le nostre coscienze. Seguiteci in questo cammino! GPIC non è solo un altro acronimo; è un potente simbolo del nostro impegno come cattolici, cristiani e cittadini del mondo. GPIC non riguarda ideali isolati; si tratta di intrecciare insieme i fili della giustizia sociale, della pace e del nostro dovere verso la nostra Madre Terra.
Prima di entrare nel vivo dell’argomento, bisogna considerare che GPIC ha diversi nomi, ognuno con la sua sfumatura unica. Potreste aver sentito parlare di GPE (Giustizia, Pace ed Ecologia) o GPSC (Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato). Queste varianti definiscono aspetti distinti della materia. GPE mette in luce la vitale danza tra le creature viventi e il loro ambiente, ricordandoci dell’armonia che dovremmo abbracciare. GPSC, d’altra parte, porta con sé un senso di custodia su ogni singola creazione. GPIC, con il suo focus sull'”integrità del creato”, implica un ruolo più ampio, come custodia su larga scala. È come se GPIC dicesse: “Siamo totalmente impegnati nella cura completa”.
Prima del Concilio Vaticano II, il coinvolgimento della Chiesa nelle questioni sociali era limitato.
Ma poi arrivò il punto di svolta – il Secondo Concilio Vaticano (Vaticano II). L’enciclica Gaudium et Spes, un documento cruciale, risvegliò la Chiesa alla sua missione nel mondo esortando ad affrontare le sfide della società, proprio come fece Cristo.
Il dinamismo continuò con Papa Paolo VI che fondò la Commissione Pontificia Giustizia e Pace nel 1967. Gli insegnamenti del Vaticano II innescarono un fuoco teologico, con giustizia, liberazione, sviluppo e pace che ardono nel cuore del Vangelo. Papa Giovanni Paolo II alimentò ulteriormente quelle fiamme, dando vita al Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, tutto incentrato sulla promozione di giustizia, pace e diritti umani con un tocco evangelico.
A questo punto dobbiamo parlare di consapevolezza ecologica. È iniziata come una piccola fiammella, ma è esplosa durante il pontificato di San Giovanni Paolo II quando si misero insieme preoccupazioni ambientali, giustizia e pace, sottolineandone il legame inscindibile. Congregazioni e ordini religiosi aderirono all’iniziativa istituendo le loro task force per la Giustizia, la Pace e l’Integrità del Creato per diffondere questi principi cruciali.
Arrivando al tempo presente incontriamo due encicliche significative: Laudato Si e Fratelli Tutti.
Entrambi sottolineano l’urgenza di affrontare le questioni di GPIC. “Sinodalità”, o camminare insieme, è una parola alla moda, che chiama alla collaborazione, al dialogo e alla solidarietà con le comunità e l’ambiente. Ne consegue che la Chiesa sta crescendo in saggezza per quanto riguarda giustizia, pace e integrità ambientale.
Tale evoluzione può essere riassunta nelle seguenti fasi:

  1. Era Pre-Vaticano II: Coinvolgimento limitato nelle questioni sociali.
  2. Vaticano II: Risveglio alla giustizia e alla pace.
  3. Inclusione successiva delle Preoccupazioni Ambientali.
  4. Collaborazione con Gruppi Non Ecclesiali.
  5. Enfasi sulla “Sinodalità”: Priorità all’input e alla collaborazione di base.

Per entrare nelle dinamiche GPIC bisogna evidenziarne le tre componenti principali:

1. Giustizia: riguarda il lavoro per la giustizia sociale e l’equità, specialmente per gli individui emarginati. Si tratta di porre fine alla povertà, all’ineguaglianza, alla discriminazione e di ergersi a difesa dei diritti umani.
2. Pace: si identifica nell’armonia, nell’unire le forze e risolvere i conflitti con un tocco di serenità. Non riguarda solo la fine delle guerre; è una grande celebrazione di stabilità sociale e politica.
3. Integrità del Creato: è come essere il protettore di Madre Natura. Siamo qui per prenderci cura del nostro ambiente, assicurandoci che rimanga sano per il futuro. E non si tratta solo di noi; si tratta di capire che tutte le creature viventi sono collegate. GPIC vuole che ci muoviamo al ritmo di tutte e tre queste dimensioni.

In conclusione, GPIC non è confinato solo alla Chiesa; è un appello universale per affrontare le sfide globali. Il suo approccio olistico ci mostra come giustizia, pace e cura della nostra bellissima Terra siano tutti intricatamente intrecciati. Mentre la Chiesa evolve nella sua missione, GPIC rimane proprio al centro della costruzione di un mondo più equo, più pacifico e sostenibile. Questi principi non sono solo per la moltitudine religiosa; risuonano per tutte quelle persone che, indipendentemente dalle proprie credenze, stanno lottando per un mondo migliore.
Pace e Bene!


Lettera GPIC (Giustizia, Pace e Intregrità del Creato) 26 aprile 2024

CIOFS Lettera Pace e disarmo

Cari fratelli e sorelle,
Pace e bene! È ancora viva l’eco delle parole del Santo Padre Papa Francesco che, alla domanda: “In Ucraina c’è chi chiede il coraggio della resa, della bandiera bianca.

Ma altri dicono che così si legittimerebbe il più forte. Cosa pensa?” ha risposto: «È un’interpretazione. Ma credo che è più forte quello che vede la situazione, pensa al popolo e ha il coraggio della bandiera bianca e negoziare. E oggi si può negoziare con l’aiuto delle potenze internazionali. Ci sono. Quella parola negoziare è una parola coraggiosa. Quando tu vedi che sei sconfitto, che la cosa non va, avere il coraggio di negoziare. E ti vergogni, ma se tu continui così, quanti morti (ci saranno) poi? E finirà peggio ancora. Negoziare in tempo, cercare qualche Paese che faccia da mediatore. Oggi, per esempio con la guerra in Ucraina, ci sono tanti che vogliono fare da mediatore. La Turchia, per esempio … Non avere vergogna di negoziare prima che la cosa sia peggio».

Il pensiero del Santo Padre nasce dall’insegnamento sociale della Chiesa che vuole essere la continuazione storica del messaggio religioso e sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. L’obiettivo di tale insegnamento è la trasformazione dal di dentro della società umana leggendo i segni dei tempi e affrontando temi sia dell’orizzonte economico-sociale sia dell’orizzonte politico. In tal modo la Chiesa diventa la coscienza critica del mondo e l’interprete dell’umanità.

La pace tra gli uomini è da sempre al centro dell’insegnamento della Chiesa: più recentemente Papa San Giovanni XXIII scrive nel 1963 l’Enciclica “Pacem in terris” che nel parlare della pace, esaltando la persona umana, stabilisce un principio fondamentale: tutto è in funzione della dignità dell’uomo, dal momento che l’origine e lo scopo della pace risiedono nel rispetto della persona umana.
Anche tra i documenti del Concilio Vaticano II, la Costituzione Pastorale “Gaudium et Spes” sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, nell’affrontare il delicato tema della condanna assoluta della guerra e della ricerca dell’azione internazionale per evitarla, afferma così:” La pace deve sgorgare spontanea dalla mutua fiducia delle nazioni, piuttosto che essere imposta ai popoli dal terrore delle armi. Pertanto tutti debbono impegnarsi con alacrità per far cessare finalmente la corsa agli armamenti. Perché la riduzione degli armamenti incominci realmente, non deve certo essere fatta in modo unilaterale, ma con uguale ritmo da una parte e dall’altra, in base ad accordi comuni e con l’adozione di efficaci garanzie.”

In merito al ruolo dei Capi di Stato nella ricerca della pace si afferma:” Bisogna rivolgere incessanti preghiere a Dio affinché dia loro la forza di intraprendere con perseveranza e condurre a termine con coraggio quest’opera del più grande amore per gli uomini, per mezzo della quale si costruisce virilmente l’edificio della pace.
Tale opera esige oggi certamente che essi dilatino la loro mente e il loro cuore al di là dei confini della propria nazione, deponendo ogni egoismo nazionale ed ogni ambizione di supremazia su altre nazioni, e nutrendo invece un profondo rispetto verso tutta l’umanità, avviata ormai così faticosamente verso una maggiore unità.”

A questo punto dobbiamo chiederci quale è la nostra posizione di Francescani Secolari nei confronti del tema dell’ingiustizia della guerra, dell’urgenza della pace e del disarmo integrale? Una prima indicazione la possiamo attingere dalla nostra storia: Il ruolo di portatori di pace è stato riconosciuto come caratteristica peculiare dei francescani sin dalle loro origini. Nel XIII secolo, in contrapposizione a lotte e vendette frequentemente usate per redimere le controversie, i francescani incitavano alla concordia e alla pace. In risposta agli abusi dei signori feudali, si prodigavano in difesa delle classi più umili predicando l’assoluta fedeltà alla Chiesa e al Papa. Francesco è stato visto come fonte di ispirazione per innovative soluzioni di pace e risoluzione di conflitti, una sorta di modello unico in grado di attuare iniziative efficaci di ricomposizione e di pacificazione. Il Cantico di Frate Sole, la predica agli uccelli, il Fioretto in cui si narra del Lupo di Gubbio fanno di Francesco il promotore dell’armonia ritrovata dell’uomo con l’intero universo e il rispetto per gli animali e la natura. L’incontro con il sultano al-Malik al-Kamil stabilisce il prototipo del dialogo interreligioso. Una seconda indicazione scaturisce dalla nostra Regola: “Quali portatori di pace e memori che essa va costruita continuamente, ricerchino le vie dell’unità e delle fraterne intese, attraverso il dialogo, fiduciosi nella presenza del germe divino che è nell’uomo e nella potenza trasformatrice dell’amore e del perdono.” (Regola OFS art.19).

In questo inizio del terzo millennio l’umanità sta vivendo dei mutamenti profondi che mettono in discussione lo stesso ordine mondiale scaturito dopo la Seconda Guerra Mondiale: si passa di crisi in crisi e “la guerra non è un fantasma del passato ma è diventata una minaccia costante. Il mondo sta trovando sempre più difficoltà nel lento cammino della pace che aveva intrapreso e che cominciava a dare alcuni frutti.”

Tutto ciò non può che rafforzare la determinazione a promuovere “il dominio incontrastato del diritto e l’infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all’arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale”. Ne consegue quindi che tutta la cristianità è chiamata a rifiutare la sottile e apparentemente razionale logica che vede da un lato l’ineluttabilità dell’uso delle armi in risposta ad una aggressione subita e dall’altro l’avvio di una inesauribile corsa agli armamenti che, per portare alla liberazione dei territori occupati e al ripristino dello status quo, innesca un conflitto senza fine che causerà devastazioni immense e perdite inaccettabili di vite umane. Il necessario rifiuto di un simile inganno si deve tradurre nel dovere di promuovere e far promuovere scelte politiche concrete di ricerca del dialogo e dell’intesa sull’esempio dell’incontro di San Francesco e il Sultano.

Vi salutiamo con le parole del nostro serafico padre riguardo a coloro che perseverano nella sequela di Nostro Signore Gesù Cristo:” E tutti quelli e quelle, che continueranno a fare tali cose e persevereranno in esse sino alla fine, riposerà su di essi lo Spirito del Signore, ed egli porrà in loro la sua abitazione e dimora. E saranno figli del Padre celeste, di cui fanno le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo.”

SEGRETARIATO GIUSTIZIA PACE E INTEGRITÀ DEL CREATO


CIOFS Lettera pace e disarmo IT

Lettera di Pasqua 2024

Carissimi fratelli e sorelle Pace e bene a tutti voi,
se vogliamo che il nostro camminare verso la Pasqua rituale sia un cammino di quotidiana resurrezione nello Spirito, non possiamo prescindere da un cammino di vera e costante conversione del cuore, né possiamo accontentarci della mera e abitudinaria partecipazione ai sacri riti solo per assolvere ad un precetto della nostra fede. Se non permettiamo alla Pace di Gesù risorto di cambiare il nostro vivere, radicandolo nella vera fraternità universale, le ferite della nostra vita rimarranno sempre sanguinanti ed aperte ai nostri egoismi, alle nostre rivalse sugli altri, alle nostre guerre personali. Se le ferite della nostra vita non arrivano a lasciar passare la luce del Cristo risorto, le porte del nostro cuore rimarranno sempre chiuse alla carità e al vero amore di Cristo.
In questi giorni, che ancora ci separano dalla Pasqua rituale, guardando il mondo che ci circonda, non può più sfuggire alla nostra attenzione, la grave situazione in cui versa la nostra fragile umanità, vessata da presagi ogni giorno più concreti di guerre sempre più estese, da continue distruzioni e insensate corse agli armamenti.
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Ascolteremo ancora una volta queste parole del Signore; parole che ci richiamo al nostro essere suoi discepoli e ci impongono nell’immediato un profondo interrogativo: “qual è il mio impegno ed il mio ruolo di cristiano e francescano secolare, nella costruzione e nel mantenimento della pace come bene inalienabile, comune ed universale?”.

«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Stiamo vivendo un’epoca in cui, da una parte si fanno grandi sforzi e grandi passi in avanti nella salvaguardia del creato e dall’altra si incrementano le armi di distruzione totale. Nel secolo scorso sono sorte in questo modo molte ideologie totalitaristiche e razziali, poi puntualmente crollate come castelli di polvere perché fondate sul nulla; tuttavia, il loro eco ancora non si è spento perché enorme è stato il danno arrecato da esse all’umanità, anzi ne fioriscono sempre di nuove e nonostante tutto crescono e vivono fra i tanti nostri silenzi. Siamo ancora uomini contro uomini e questo purtroppo avviene anche fra le nazioni cristiane, ed anche nel nostro piccolo, nella nostra quotidianità. Abbiamo bisogno di una nuova cultura di pace. Abbiamo bisogno di convertire i nostri cuori alla pace. Abbiamo bisogno di trovare e costruire nuove relazioni di pace partendo dai piccoli gesti di ogni giorno.
La nostra regola nei suoi articoli, ci chiama a questo. “Quali portatori di pace…” questo enunciato fa parte del nostro DNA cristiano prima ancora che francescano e noi vogliamo essere permeati da questo profumo da diffondere nel mondo.
Il nostro mondo è fragile, vario e complesso ed ha bisogno di respirare questo profumo di pace e di equilibrio. L’uomo, invece, quando è spinto dai propri egoismi, disconoscendo il proprio limite crea disequilibrio e distruzione. Il cuore dell’uomo ha urgente bisogno di essere educato alla pace, perché quando spirano venti di guerre, anche se lontane da noi, potrebbe essere già troppo tardi anche per noi e questi venti spirano già da troppo tempo e rischiano di diventare tempeste.
Tutti noi, nel nostro limite siamo chiamati a custodire la terra col il nostro lavoro e col nostro ingegno, perché «diventi una dimora degna di tutta la famiglia umana» (Gaudium et spes 33; 57), e non possiamo presumere, di demandare ad altri di agire per noi in modo etico, senza esserne parte attiva e responsabile. La Pace non è responsabilità di pochi, ma dell’intera famiglia umana. La pace è il frutto di relazioni che riconoscono e accolgono l’altro nella sua inalienabile dignità, la pace è frutto di cooperazione e impegno nella ricerca dello sviluppo integrale di tutte le persone e di tutti i popoli.
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi», siamo chiamati personalmente dal Cristo risorto e da Lui inviati ad essere non solo sognatori di pace, ma concreti costruttori di Pace. Chiediamo al Signore che queste Sue Parole si incarnino in profondità nei nostri cuori e nel nostro quotidiano, perché possiamo essere come Lui, costruttori di pace, e portatori di vera speranza per questa nostra fragile umanità.
A tutti voi, carissimi fratelli e sorelle, giunga da tutto il Consiglio Regionale OFS Lazio, l’augurio di una santa Pasqua di pace e serenità nello Spirito del Risorto, pace e bene.

Il Ministro Regionale OFS Lazio

Antonio Fersini


Lettera di Pasqua 2024

Presentazione nuovi Consiglieri Internazionali GiFra 2023 – 2026

Cari fratelli e sorelle,
È con grande gioia che vi informiamo dei frutti della nostra Assemblea Internazionale Straordinaria GiFra.
Presentiamo ufficialmente i nuovi Consiglieri Internazionali della GiFra e i loro sostituti eletti e nominati per il periodo 2023-2026.


EN – ES – FR – IT – Presentation

IT – nuovi Consiglieri Internazionali della GiFra 2023-26

IT- ad experimentum Regolamento Internazionale della GiFra