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CIOFS Lettera Pace e disarmo

Cari fratelli e sorelle,
Pace e bene! È ancora viva l’eco delle parole del Santo Padre Papa Francesco che, alla domanda: “In Ucraina c’è chi chiede il coraggio della resa, della bandiera bianca.

Ma altri dicono che così si legittimerebbe il più forte. Cosa pensa?” ha risposto: «È un’interpretazione. Ma credo che è più forte quello che vede la situazione, pensa al popolo e ha il coraggio della bandiera bianca e negoziare. E oggi si può negoziare con l’aiuto delle potenze internazionali. Ci sono. Quella parola negoziare è una parola coraggiosa. Quando tu vedi che sei sconfitto, che la cosa non va, avere il coraggio di negoziare. E ti vergogni, ma se tu continui così, quanti morti (ci saranno) poi? E finirà peggio ancora. Negoziare in tempo, cercare qualche Paese che faccia da mediatore. Oggi, per esempio con la guerra in Ucraina, ci sono tanti che vogliono fare da mediatore. La Turchia, per esempio … Non avere vergogna di negoziare prima che la cosa sia peggio».

Il pensiero del Santo Padre nasce dall’insegnamento sociale della Chiesa che vuole essere la continuazione storica del messaggio religioso e sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. L’obiettivo di tale insegnamento è la trasformazione dal di dentro della società umana leggendo i segni dei tempi e affrontando temi sia dell’orizzonte economico-sociale sia dell’orizzonte politico. In tal modo la Chiesa diventa la coscienza critica del mondo e l’interprete dell’umanità.

La pace tra gli uomini è da sempre al centro dell’insegnamento della Chiesa: più recentemente Papa San Giovanni XXIII scrive nel 1963 l’Enciclica “Pacem in terris” che nel parlare della pace, esaltando la persona umana, stabilisce un principio fondamentale: tutto è in funzione della dignità dell’uomo, dal momento che l’origine e lo scopo della pace risiedono nel rispetto della persona umana.
Anche tra i documenti del Concilio Vaticano II, la Costituzione Pastorale “Gaudium et Spes” sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, nell’affrontare il delicato tema della condanna assoluta della guerra e della ricerca dell’azione internazionale per evitarla, afferma così:” La pace deve sgorgare spontanea dalla mutua fiducia delle nazioni, piuttosto che essere imposta ai popoli dal terrore delle armi. Pertanto tutti debbono impegnarsi con alacrità per far cessare finalmente la corsa agli armamenti. Perché la riduzione degli armamenti incominci realmente, non deve certo essere fatta in modo unilaterale, ma con uguale ritmo da una parte e dall’altra, in base ad accordi comuni e con l’adozione di efficaci garanzie.”

In merito al ruolo dei Capi di Stato nella ricerca della pace si afferma:” Bisogna rivolgere incessanti preghiere a Dio affinché dia loro la forza di intraprendere con perseveranza e condurre a termine con coraggio quest’opera del più grande amore per gli uomini, per mezzo della quale si costruisce virilmente l’edificio della pace.
Tale opera esige oggi certamente che essi dilatino la loro mente e il loro cuore al di là dei confini della propria nazione, deponendo ogni egoismo nazionale ed ogni ambizione di supremazia su altre nazioni, e nutrendo invece un profondo rispetto verso tutta l’umanità, avviata ormai così faticosamente verso una maggiore unità.”

A questo punto dobbiamo chiederci quale è la nostra posizione di Francescani Secolari nei confronti del tema dell’ingiustizia della guerra, dell’urgenza della pace e del disarmo integrale? Una prima indicazione la possiamo attingere dalla nostra storia: Il ruolo di portatori di pace è stato riconosciuto come caratteristica peculiare dei francescani sin dalle loro origini. Nel XIII secolo, in contrapposizione a lotte e vendette frequentemente usate per redimere le controversie, i francescani incitavano alla concordia e alla pace. In risposta agli abusi dei signori feudali, si prodigavano in difesa delle classi più umili predicando l’assoluta fedeltà alla Chiesa e al Papa. Francesco è stato visto come fonte di ispirazione per innovative soluzioni di pace e risoluzione di conflitti, una sorta di modello unico in grado di attuare iniziative efficaci di ricomposizione e di pacificazione. Il Cantico di Frate Sole, la predica agli uccelli, il Fioretto in cui si narra del Lupo di Gubbio fanno di Francesco il promotore dell’armonia ritrovata dell’uomo con l’intero universo e il rispetto per gli animali e la natura. L’incontro con il sultano al-Malik al-Kamil stabilisce il prototipo del dialogo interreligioso. Una seconda indicazione scaturisce dalla nostra Regola: “Quali portatori di pace e memori che essa va costruita continuamente, ricerchino le vie dell’unità e delle fraterne intese, attraverso il dialogo, fiduciosi nella presenza del germe divino che è nell’uomo e nella potenza trasformatrice dell’amore e del perdono.” (Regola OFS art.19).

In questo inizio del terzo millennio l’umanità sta vivendo dei mutamenti profondi che mettono in discussione lo stesso ordine mondiale scaturito dopo la Seconda Guerra Mondiale: si passa di crisi in crisi e “la guerra non è un fantasma del passato ma è diventata una minaccia costante. Il mondo sta trovando sempre più difficoltà nel lento cammino della pace che aveva intrapreso e che cominciava a dare alcuni frutti.”

Tutto ciò non può che rafforzare la determinazione a promuovere “il dominio incontrastato del diritto e l’infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all’arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale”. Ne consegue quindi che tutta la cristianità è chiamata a rifiutare la sottile e apparentemente razionale logica che vede da un lato l’ineluttabilità dell’uso delle armi in risposta ad una aggressione subita e dall’altro l’avvio di una inesauribile corsa agli armamenti che, per portare alla liberazione dei territori occupati e al ripristino dello status quo, innesca un conflitto senza fine che causerà devastazioni immense e perdite inaccettabili di vite umane. Il necessario rifiuto di un simile inganno si deve tradurre nel dovere di promuovere e far promuovere scelte politiche concrete di ricerca del dialogo e dell’intesa sull’esempio dell’incontro di San Francesco e il Sultano.

Vi salutiamo con le parole del nostro serafico padre riguardo a coloro che perseverano nella sequela di Nostro Signore Gesù Cristo:” E tutti quelli e quelle, che continueranno a fare tali cose e persevereranno in esse sino alla fine, riposerà su di essi lo Spirito del Signore, ed egli porrà in loro la sua abitazione e dimora. E saranno figli del Padre celeste, di cui fanno le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo.”

SEGRETARIATO GIUSTIZIA PACE E INTEGRITÀ DEL CREATO


CIOFS Lettera pace e disarmo IT

Lettera di Pasqua 2024

Carissimi fratelli e sorelle Pace e bene a tutti voi,
se vogliamo che il nostro camminare verso la Pasqua rituale sia un cammino di quotidiana resurrezione nello Spirito, non possiamo prescindere da un cammino di vera e costante conversione del cuore, né possiamo accontentarci della mera e abitudinaria partecipazione ai sacri riti solo per assolvere ad un precetto della nostra fede. Se non permettiamo alla Pace di Gesù risorto di cambiare il nostro vivere, radicandolo nella vera fraternità universale, le ferite della nostra vita rimarranno sempre sanguinanti ed aperte ai nostri egoismi, alle nostre rivalse sugli altri, alle nostre guerre personali. Se le ferite della nostra vita non arrivano a lasciar passare la luce del Cristo risorto, le porte del nostro cuore rimarranno sempre chiuse alla carità e al vero amore di Cristo.
In questi giorni, che ancora ci separano dalla Pasqua rituale, guardando il mondo che ci circonda, non può più sfuggire alla nostra attenzione, la grave situazione in cui versa la nostra fragile umanità, vessata da presagi ogni giorno più concreti di guerre sempre più estese, da continue distruzioni e insensate corse agli armamenti.
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Ascolteremo ancora una volta queste parole del Signore; parole che ci richiamo al nostro essere suoi discepoli e ci impongono nell’immediato un profondo interrogativo: “qual è il mio impegno ed il mio ruolo di cristiano e francescano secolare, nella costruzione e nel mantenimento della pace come bene inalienabile, comune ed universale?”.

«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Stiamo vivendo un’epoca in cui, da una parte si fanno grandi sforzi e grandi passi in avanti nella salvaguardia del creato e dall’altra si incrementano le armi di distruzione totale. Nel secolo scorso sono sorte in questo modo molte ideologie totalitaristiche e razziali, poi puntualmente crollate come castelli di polvere perché fondate sul nulla; tuttavia, il loro eco ancora non si è spento perché enorme è stato il danno arrecato da esse all’umanità, anzi ne fioriscono sempre di nuove e nonostante tutto crescono e vivono fra i tanti nostri silenzi. Siamo ancora uomini contro uomini e questo purtroppo avviene anche fra le nazioni cristiane, ed anche nel nostro piccolo, nella nostra quotidianità. Abbiamo bisogno di una nuova cultura di pace. Abbiamo bisogno di convertire i nostri cuori alla pace. Abbiamo bisogno di trovare e costruire nuove relazioni di pace partendo dai piccoli gesti di ogni giorno.
La nostra regola nei suoi articoli, ci chiama a questo. “Quali portatori di pace…” questo enunciato fa parte del nostro DNA cristiano prima ancora che francescano e noi vogliamo essere permeati da questo profumo da diffondere nel mondo.
Il nostro mondo è fragile, vario e complesso ed ha bisogno di respirare questo profumo di pace e di equilibrio. L’uomo, invece, quando è spinto dai propri egoismi, disconoscendo il proprio limite crea disequilibrio e distruzione. Il cuore dell’uomo ha urgente bisogno di essere educato alla pace, perché quando spirano venti di guerre, anche se lontane da noi, potrebbe essere già troppo tardi anche per noi e questi venti spirano già da troppo tempo e rischiano di diventare tempeste.
Tutti noi, nel nostro limite siamo chiamati a custodire la terra col il nostro lavoro e col nostro ingegno, perché «diventi una dimora degna di tutta la famiglia umana» (Gaudium et spes 33; 57), e non possiamo presumere, di demandare ad altri di agire per noi in modo etico, senza esserne parte attiva e responsabile. La Pace non è responsabilità di pochi, ma dell’intera famiglia umana. La pace è il frutto di relazioni che riconoscono e accolgono l’altro nella sua inalienabile dignità, la pace è frutto di cooperazione e impegno nella ricerca dello sviluppo integrale di tutte le persone e di tutti i popoli.
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi», siamo chiamati personalmente dal Cristo risorto e da Lui inviati ad essere non solo sognatori di pace, ma concreti costruttori di Pace. Chiediamo al Signore che queste Sue Parole si incarnino in profondità nei nostri cuori e nel nostro quotidiano, perché possiamo essere come Lui, costruttori di pace, e portatori di vera speranza per questa nostra fragile umanità.
A tutti voi, carissimi fratelli e sorelle, giunga da tutto il Consiglio Regionale OFS Lazio, l’augurio di una santa Pasqua di pace e serenità nello Spirito del Risorto, pace e bene.

Il Ministro Regionale OFS Lazio

Antonio Fersini


Lettera di Pasqua 2024

Religioni e conversione delle armi nucleari in progetti di pace e sviluppo

Le Religioni del Mondo, a cominciare dai cristiani, non restano inermi dinanzi ai conflitti in atto, quasi
dominate da un senso di impotenza e soggezione di fronte alle Potenze del momento sulla Terra.
Grazie al rinnovato impegno morale e spirituale dei Popoli, come anche l’esperienza evangelica di S.
Francesco continua ad ispirare, ad Assisi, luogo di grande forza spirituale per la Pace, in questi tempi di
conflitti con minacce globali per l’Umanità, si inviteranno Referenti delle Religioni nel Mondo ed Esperti di
Disarmo e Conversione Nucleare per prospettare un futuro degno di Vita agli oltre 8 miliardi di persone che
viviamo sulla Terra.
Secondo la spiritualità dei Popoli, tutt’altro che populista, possiamo trarre determinazione per il bene di
tutti proprio dalla forza spirituale non solo di grandi Uomini, ma anche di interi Popoli, come occorso in
tutte le epoche fino ai nostri giorni. Basta ricordare l’Indipendenza dell’India grazie alla non violenza di
Ghandi e degli Indiani, o il superamento dell’Apathaid in Sud Africa grazie a Mandela e agli Africani.
Perciò, con l’incoraggiamento di tutte le Religioni possiamo, come Popoli di tutta la Terra, senza più
l’incombente minaccia atomica per tutti, costruire un futuro di Pace, in modo più radicale e generalizzato
grazie alla Conversione della Armi Nucleari in strumenti di sviluppo. Conversione oggi divenuta possibile
con una ripetizione del successo del Piano Usa-Russia Megatons to Megawatts (M2M) portato a termine
nella prima metà del passato decennio. Proprio ripercorrendo quel successo, divenuto modello necessario
e ripetibile, la Conversione delle Armi Nucleari in energia di pace, data le grandi capacità di materiali fissili
disponibili, di provenienza militare, si produrrebbero ancora vasti benefici, non solo energetici ed
economici, ma anche ambientali e strategici per interi Popoli e per prolungati periodi di tempo. Il tutto
contemporaneamente avvantaggiando stagioni di dialogo e di pace, in un atteso clima di ricostruzione e
riparazione dei danni causati dai conflitti in atto, cui è ormai cogente porre fine onde evitare nuovi
Olocausti!
L’esperienza già fatta della Conversione delle Armi Nucleari porta i Popoli a vincere la paura dell’energia
nucleare e servirsene non per minacciare, in ormai impossibile “Equilibrio del Terrore”, ma per aiutare a
generare ampiamente risorse e sviluppo, pensando così ad affrontare senza timori la necessaria transizione
ecologica. Da essa tutti siamo chiamati ad operare entro la prossima generazione, se vogliamo dare
continuità alla vita umana sul nostro Pianeta.
Pertanto. per assicurare un futuro all’Umanità è urgente un impegno complessivo mobilitando, infine dalla
Religione, profonde motivazioni e chiari interessi di Pace per l’avvenire di tutti, in cui il processo di
Conversione delle Armi, innanzitutto nucleari, comincia proprio dalla conversione delle idee, della cultura
del conflitto e della sfiducia, nonché dalla conversione del cuore, volto a un possibile bene per tutti, e
quindi della Persona.
A questo obiettivo, divenuto ineludibile nell’attuale situazione di escalation dei conflitti, possiamo offrire
un contributo proprio nell’Evento di Assisi, dove già abbiamo accompagnato con successo la conversione
già di oltre 20.000 testate nucleari in energia di pace col Piano Usa-Russia M2M e ultimamente accolto dagli
Esperti americani e russi in Dialogo, nonostante la guerra in Ucraina, per riprendere il Disarmo tra le
SuperPotenze, così necessario ad un mondo che non sembra voler ma deve ritrovare le vie della Pace.


Programma finale Assisi 24 02 2024

Ritiro di Quaresima

Carissimi fratelli e sorelle il Signore ci doni la Sua Pace.
Abbiamo appena concluso le celebrazioni dell’ottavo centenario del presepio di Greccio e siamo entrati in quello che commemora l’impressione delle Sacre Stimmate di Francesco.
“Celebrare come Famiglia Francescana il centenario dell’impressione delle Stimmate è un invito a recuperare nella nostra vita quotidiana quella dimensione di silenzio orante e contemplativo che ci pone di fronte all’essenziale, che ci permette di riconoscere il desiderio di infinito che risiede nei nostri cuori, che ci permette di ascoltare noi stessi, gli altri e Dio”. (Conferenza della Famiglia Francescana 01.01.2022).
Il 14 di febbraio p.v. entreremo nel tempo liturgico della Quaresima; tempo della sobrietà, dell’austerità e della misericordia, tempo di digiuno da ogni cosa mondana per poter gustare la dolcezza e la soavità delle cose di Dio, tempo di una più profonda introspezione che porti ad una quotidiana conversione dei nostri cuori.
Apprestiamoci, quindi a vivere una giornata straordinaria e intensa di meditazione e di preghiera, nella quale avremo modo di riflettere sul camino doloroso che Gesù percorre per giungere al patibolo della Croce, e sul percorso fatto da Francesco che spinto dall’amore verso il Suo Signore, giunge a ricevere nel suo corpo quei segni di predilezione e di conferma in sì tanto Amore. Vivremo questi momenti ascoltando la Parola che viene a noi dalle Scritture e anche dalla “lettura” dell’atrocità della Passione che ci può essere offerta a partire dalla Sacra Sindone.

RITIRO DI QUARESIMA
18/02/2024
a Roma
presso la “Casa Betania” delle Pie Discepole del Divin Maestro,
via Portuense 739/741, in Roma

ci ritroveremo puntuali alle ore 08.30 per iniziare tutti insieme alle ore 09.00 con la preghiera introduttiva. Concluderemo la nostra giornata alle ore 18.00 con la celebrazione Eucaristica; è previsto il pranzo al sacco ed una quota partecipativa individuale di € 5,00 da corrispondere
all’arrivo, all’atto della propria registrazione.
Per favorire il clima di preghiera e non interromperlo con continui arrivi a ritiro iniziato, si raccomanda a tutti di essere puntuali.


Lettera Ritiro di Quaresima 18 febbraio 2024


CIOFS Materiale sulla leadership di servizio e animazione

Cari Fratelli e care Sorelle,
Dell’Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana, Pace e Bene.

Durante il Capitolo Generale dell’Ordine Francescano Secolare del 2021 è stato presentato il tema della Leadership al servizio e si è deciso che il continuare la formazione in questa dimensione di servizio fosse una tra le priorità dell’Ordine. Infatti si affermava:
“Leadership di servizio. Porre ulteriore attenzione alla leadership del servizio, condividendo gli strumenti proposti dall’Instrumentum Laboris e dalla presentazione di fra Michael Perry sul tema principale, che hanno fornito strumenti eccellenti da usare per le fraternità locali (moduli, modelli, formato dei training, linguaggio semplice). Creare un fondo di sovvenzione che possa sostenere varie azioni relative all’attuazione dei suggerimenti”. La Presidenza del CIOFS ha approvato la richiesta di farsi promotore dell’animazione di questa priorità affidando al Segretariato per la Formazione la preparazione di due temi da sviluppare in due anni successivi. Per l’anno 2023 il tema che verrà sviluppato sarà “Servire in fraternità, leadership e animazione” mentre quello per l’anno 2024 sarà
“La leadership di servizio negli scritti di San Francesco e Santa Chiara d’Assisi”. Durante l’Assemblea Internazionale della GiFra tenutasi in
Messico nell’anno 2022 è stato presentato questo lavoro “Servire in Fraternità, Leadership e Animazione”, e in esso sono state analizzate le
sfide che si trovano ad affrontare sia la GiFra che l’OFS in questa dimensione di servizio che il nostro carisma ci propone. Questo lavoro è
stato presentato da Tibor Kauser OFS, Ministro Generale OFS e da Ailén Lucia Natali GiFra- OFS,membro dell’Equipe Internazionale di Formazione della GiFra.

Il segreteriato della formazione ha chiesto ai due relatori di integrare la loro presentazione aggiornandola in modo che essa possa essere
condivisa con tutte le fraternità dell’OFS e della GiFra nel mondo.

Ci auguriamo che questo materiale risponda alla priorità data e che sia utile per la formazione dei fratelli e delle sorelle. Pensiamo che il continuare a riflettere e a formarsi sulla leadership del servizio sia una necessità per i nostri organi di animazione che sono i consigli ai diversi livelli, locale, regionale e nazionale.

Pensiamo inoltre che, nel momento in cui tocca a noi animare i nostri fratelli e sorelle con il servizio nei consigli, in essi si debbano rafforzare il dialogo, la comunicazione per far fronte alla grande sfida di formare una fraternità di servizio.

Fraternamente,

Il Segretariato CIOFS della formazione


IT – LEADERSHIP DI SERVIZIO E ANIMAZIONE OFS – GIFRA (3)