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CIOFS Lettera Pace e disarmo

Cari fratelli e sorelle,
Pace e bene! È ancora viva l’eco delle parole del Santo Padre Papa Francesco che, alla domanda: “In Ucraina c’è chi chiede il coraggio della resa, della bandiera bianca.

Ma altri dicono che così si legittimerebbe il più forte. Cosa pensa?” ha risposto: «È un’interpretazione. Ma credo che è più forte quello che vede la situazione, pensa al popolo e ha il coraggio della bandiera bianca e negoziare. E oggi si può negoziare con l’aiuto delle potenze internazionali. Ci sono. Quella parola negoziare è una parola coraggiosa. Quando tu vedi che sei sconfitto, che la cosa non va, avere il coraggio di negoziare. E ti vergogni, ma se tu continui così, quanti morti (ci saranno) poi? E finirà peggio ancora. Negoziare in tempo, cercare qualche Paese che faccia da mediatore. Oggi, per esempio con la guerra in Ucraina, ci sono tanti che vogliono fare da mediatore. La Turchia, per esempio … Non avere vergogna di negoziare prima che la cosa sia peggio».

Il pensiero del Santo Padre nasce dall’insegnamento sociale della Chiesa che vuole essere la continuazione storica del messaggio religioso e sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. L’obiettivo di tale insegnamento è la trasformazione dal di dentro della società umana leggendo i segni dei tempi e affrontando temi sia dell’orizzonte economico-sociale sia dell’orizzonte politico. In tal modo la Chiesa diventa la coscienza critica del mondo e l’interprete dell’umanità.

La pace tra gli uomini è da sempre al centro dell’insegnamento della Chiesa: più recentemente Papa San Giovanni XXIII scrive nel 1963 l’Enciclica “Pacem in terris” che nel parlare della pace, esaltando la persona umana, stabilisce un principio fondamentale: tutto è in funzione della dignità dell’uomo, dal momento che l’origine e lo scopo della pace risiedono nel rispetto della persona umana.
Anche tra i documenti del Concilio Vaticano II, la Costituzione Pastorale “Gaudium et Spes” sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, nell’affrontare il delicato tema della condanna assoluta della guerra e della ricerca dell’azione internazionale per evitarla, afferma così:” La pace deve sgorgare spontanea dalla mutua fiducia delle nazioni, piuttosto che essere imposta ai popoli dal terrore delle armi. Pertanto tutti debbono impegnarsi con alacrità per far cessare finalmente la corsa agli armamenti. Perché la riduzione degli armamenti incominci realmente, non deve certo essere fatta in modo unilaterale, ma con uguale ritmo da una parte e dall’altra, in base ad accordi comuni e con l’adozione di efficaci garanzie.”

In merito al ruolo dei Capi di Stato nella ricerca della pace si afferma:” Bisogna rivolgere incessanti preghiere a Dio affinché dia loro la forza di intraprendere con perseveranza e condurre a termine con coraggio quest’opera del più grande amore per gli uomini, per mezzo della quale si costruisce virilmente l’edificio della pace.
Tale opera esige oggi certamente che essi dilatino la loro mente e il loro cuore al di là dei confini della propria nazione, deponendo ogni egoismo nazionale ed ogni ambizione di supremazia su altre nazioni, e nutrendo invece un profondo rispetto verso tutta l’umanità, avviata ormai così faticosamente verso una maggiore unità.”

A questo punto dobbiamo chiederci quale è la nostra posizione di Francescani Secolari nei confronti del tema dell’ingiustizia della guerra, dell’urgenza della pace e del disarmo integrale? Una prima indicazione la possiamo attingere dalla nostra storia: Il ruolo di portatori di pace è stato riconosciuto come caratteristica peculiare dei francescani sin dalle loro origini. Nel XIII secolo, in contrapposizione a lotte e vendette frequentemente usate per redimere le controversie, i francescani incitavano alla concordia e alla pace. In risposta agli abusi dei signori feudali, si prodigavano in difesa delle classi più umili predicando l’assoluta fedeltà alla Chiesa e al Papa. Francesco è stato visto come fonte di ispirazione per innovative soluzioni di pace e risoluzione di conflitti, una sorta di modello unico in grado di attuare iniziative efficaci di ricomposizione e di pacificazione. Il Cantico di Frate Sole, la predica agli uccelli, il Fioretto in cui si narra del Lupo di Gubbio fanno di Francesco il promotore dell’armonia ritrovata dell’uomo con l’intero universo e il rispetto per gli animali e la natura. L’incontro con il sultano al-Malik al-Kamil stabilisce il prototipo del dialogo interreligioso. Una seconda indicazione scaturisce dalla nostra Regola: “Quali portatori di pace e memori che essa va costruita continuamente, ricerchino le vie dell’unità e delle fraterne intese, attraverso il dialogo, fiduciosi nella presenza del germe divino che è nell’uomo e nella potenza trasformatrice dell’amore e del perdono.” (Regola OFS art.19).

In questo inizio del terzo millennio l’umanità sta vivendo dei mutamenti profondi che mettono in discussione lo stesso ordine mondiale scaturito dopo la Seconda Guerra Mondiale: si passa di crisi in crisi e “la guerra non è un fantasma del passato ma è diventata una minaccia costante. Il mondo sta trovando sempre più difficoltà nel lento cammino della pace che aveva intrapreso e che cominciava a dare alcuni frutti.”

Tutto ciò non può che rafforzare la determinazione a promuovere “il dominio incontrastato del diritto e l’infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all’arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale”. Ne consegue quindi che tutta la cristianità è chiamata a rifiutare la sottile e apparentemente razionale logica che vede da un lato l’ineluttabilità dell’uso delle armi in risposta ad una aggressione subita e dall’altro l’avvio di una inesauribile corsa agli armamenti che, per portare alla liberazione dei territori occupati e al ripristino dello status quo, innesca un conflitto senza fine che causerà devastazioni immense e perdite inaccettabili di vite umane. Il necessario rifiuto di un simile inganno si deve tradurre nel dovere di promuovere e far promuovere scelte politiche concrete di ricerca del dialogo e dell’intesa sull’esempio dell’incontro di San Francesco e il Sultano.

Vi salutiamo con le parole del nostro serafico padre riguardo a coloro che perseverano nella sequela di Nostro Signore Gesù Cristo:” E tutti quelli e quelle, che continueranno a fare tali cose e persevereranno in esse sino alla fine, riposerà su di essi lo Spirito del Signore, ed egli porrà in loro la sua abitazione e dimora. E saranno figli del Padre celeste, di cui fanno le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo.”

SEGRETARIATO GIUSTIZIA PACE E INTEGRITÀ DEL CREATO


CIOFS Lettera pace e disarmo IT

Lettera di Pasqua 2024

Carissimi fratelli e sorelle Pace e bene a tutti voi,
se vogliamo che il nostro camminare verso la Pasqua rituale sia un cammino di quotidiana resurrezione nello Spirito, non possiamo prescindere da un cammino di vera e costante conversione del cuore, né possiamo accontentarci della mera e abitudinaria partecipazione ai sacri riti solo per assolvere ad un precetto della nostra fede. Se non permettiamo alla Pace di Gesù risorto di cambiare il nostro vivere, radicandolo nella vera fraternità universale, le ferite della nostra vita rimarranno sempre sanguinanti ed aperte ai nostri egoismi, alle nostre rivalse sugli altri, alle nostre guerre personali. Se le ferite della nostra vita non arrivano a lasciar passare la luce del Cristo risorto, le porte del nostro cuore rimarranno sempre chiuse alla carità e al vero amore di Cristo.
In questi giorni, che ancora ci separano dalla Pasqua rituale, guardando il mondo che ci circonda, non può più sfuggire alla nostra attenzione, la grave situazione in cui versa la nostra fragile umanità, vessata da presagi ogni giorno più concreti di guerre sempre più estese, da continue distruzioni e insensate corse agli armamenti.
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Ascolteremo ancora una volta queste parole del Signore; parole che ci richiamo al nostro essere suoi discepoli e ci impongono nell’immediato un profondo interrogativo: “qual è il mio impegno ed il mio ruolo di cristiano e francescano secolare, nella costruzione e nel mantenimento della pace come bene inalienabile, comune ed universale?”.

«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Stiamo vivendo un’epoca in cui, da una parte si fanno grandi sforzi e grandi passi in avanti nella salvaguardia del creato e dall’altra si incrementano le armi di distruzione totale. Nel secolo scorso sono sorte in questo modo molte ideologie totalitaristiche e razziali, poi puntualmente crollate come castelli di polvere perché fondate sul nulla; tuttavia, il loro eco ancora non si è spento perché enorme è stato il danno arrecato da esse all’umanità, anzi ne fioriscono sempre di nuove e nonostante tutto crescono e vivono fra i tanti nostri silenzi. Siamo ancora uomini contro uomini e questo purtroppo avviene anche fra le nazioni cristiane, ed anche nel nostro piccolo, nella nostra quotidianità. Abbiamo bisogno di una nuova cultura di pace. Abbiamo bisogno di convertire i nostri cuori alla pace. Abbiamo bisogno di trovare e costruire nuove relazioni di pace partendo dai piccoli gesti di ogni giorno.
La nostra regola nei suoi articoli, ci chiama a questo. “Quali portatori di pace…” questo enunciato fa parte del nostro DNA cristiano prima ancora che francescano e noi vogliamo essere permeati da questo profumo da diffondere nel mondo.
Il nostro mondo è fragile, vario e complesso ed ha bisogno di respirare questo profumo di pace e di equilibrio. L’uomo, invece, quando è spinto dai propri egoismi, disconoscendo il proprio limite crea disequilibrio e distruzione. Il cuore dell’uomo ha urgente bisogno di essere educato alla pace, perché quando spirano venti di guerre, anche se lontane da noi, potrebbe essere già troppo tardi anche per noi e questi venti spirano già da troppo tempo e rischiano di diventare tempeste.
Tutti noi, nel nostro limite siamo chiamati a custodire la terra col il nostro lavoro e col nostro ingegno, perché «diventi una dimora degna di tutta la famiglia umana» (Gaudium et spes 33; 57), e non possiamo presumere, di demandare ad altri di agire per noi in modo etico, senza esserne parte attiva e responsabile. La Pace non è responsabilità di pochi, ma dell’intera famiglia umana. La pace è il frutto di relazioni che riconoscono e accolgono l’altro nella sua inalienabile dignità, la pace è frutto di cooperazione e impegno nella ricerca dello sviluppo integrale di tutte le persone e di tutti i popoli.
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi», siamo chiamati personalmente dal Cristo risorto e da Lui inviati ad essere non solo sognatori di pace, ma concreti costruttori di Pace. Chiediamo al Signore che queste Sue Parole si incarnino in profondità nei nostri cuori e nel nostro quotidiano, perché possiamo essere come Lui, costruttori di pace, e portatori di vera speranza per questa nostra fragile umanità.
A tutti voi, carissimi fratelli e sorelle, giunga da tutto il Consiglio Regionale OFS Lazio, l’augurio di una santa Pasqua di pace e serenità nello Spirito del Risorto, pace e bene.

Il Ministro Regionale OFS Lazio

Antonio Fersini


Lettera di Pasqua 2024

Religioni e conversione delle armi nucleari in progetti di pace e sviluppo

Le Religioni del Mondo, a cominciare dai cristiani, non restano inermi dinanzi ai conflitti in atto, quasi
dominate da un senso di impotenza e soggezione di fronte alle Potenze del momento sulla Terra.
Grazie al rinnovato impegno morale e spirituale dei Popoli, come anche l’esperienza evangelica di S.
Francesco continua ad ispirare, ad Assisi, luogo di grande forza spirituale per la Pace, in questi tempi di
conflitti con minacce globali per l’Umanità, si inviteranno Referenti delle Religioni nel Mondo ed Esperti di
Disarmo e Conversione Nucleare per prospettare un futuro degno di Vita agli oltre 8 miliardi di persone che
viviamo sulla Terra.
Secondo la spiritualità dei Popoli, tutt’altro che populista, possiamo trarre determinazione per il bene di
tutti proprio dalla forza spirituale non solo di grandi Uomini, ma anche di interi Popoli, come occorso in
tutte le epoche fino ai nostri giorni. Basta ricordare l’Indipendenza dell’India grazie alla non violenza di
Ghandi e degli Indiani, o il superamento dell’Apathaid in Sud Africa grazie a Mandela e agli Africani.
Perciò, con l’incoraggiamento di tutte le Religioni possiamo, come Popoli di tutta la Terra, senza più
l’incombente minaccia atomica per tutti, costruire un futuro di Pace, in modo più radicale e generalizzato
grazie alla Conversione della Armi Nucleari in strumenti di sviluppo. Conversione oggi divenuta possibile
con una ripetizione del successo del Piano Usa-Russia Megatons to Megawatts (M2M) portato a termine
nella prima metà del passato decennio. Proprio ripercorrendo quel successo, divenuto modello necessario
e ripetibile, la Conversione delle Armi Nucleari in energia di pace, data le grandi capacità di materiali fissili
disponibili, di provenienza militare, si produrrebbero ancora vasti benefici, non solo energetici ed
economici, ma anche ambientali e strategici per interi Popoli e per prolungati periodi di tempo. Il tutto
contemporaneamente avvantaggiando stagioni di dialogo e di pace, in un atteso clima di ricostruzione e
riparazione dei danni causati dai conflitti in atto, cui è ormai cogente porre fine onde evitare nuovi
Olocausti!
L’esperienza già fatta della Conversione delle Armi Nucleari porta i Popoli a vincere la paura dell’energia
nucleare e servirsene non per minacciare, in ormai impossibile “Equilibrio del Terrore”, ma per aiutare a
generare ampiamente risorse e sviluppo, pensando così ad affrontare senza timori la necessaria transizione
ecologica. Da essa tutti siamo chiamati ad operare entro la prossima generazione, se vogliamo dare
continuità alla vita umana sul nostro Pianeta.
Pertanto. per assicurare un futuro all’Umanità è urgente un impegno complessivo mobilitando, infine dalla
Religione, profonde motivazioni e chiari interessi di Pace per l’avvenire di tutti, in cui il processo di
Conversione delle Armi, innanzitutto nucleari, comincia proprio dalla conversione delle idee, della cultura
del conflitto e della sfiducia, nonché dalla conversione del cuore, volto a un possibile bene per tutti, e
quindi della Persona.
A questo obiettivo, divenuto ineludibile nell’attuale situazione di escalation dei conflitti, possiamo offrire
un contributo proprio nell’Evento di Assisi, dove già abbiamo accompagnato con successo la conversione
già di oltre 20.000 testate nucleari in energia di pace col Piano Usa-Russia M2M e ultimamente accolto dagli
Esperti americani e russi in Dialogo, nonostante la guerra in Ucraina, per riprendere il Disarmo tra le
SuperPotenze, così necessario ad un mondo che non sembra voler ma deve ritrovare le vie della Pace.


Programma finale Assisi 24 02 2024

Ritiro di Quaresima

Carissimi fratelli e sorelle il Signore ci doni la Sua Pace.
Abbiamo appena concluso le celebrazioni dell’ottavo centenario del presepio di Greccio e siamo entrati in quello che commemora l’impressione delle Sacre Stimmate di Francesco.
“Celebrare come Famiglia Francescana il centenario dell’impressione delle Stimmate è un invito a recuperare nella nostra vita quotidiana quella dimensione di silenzio orante e contemplativo che ci pone di fronte all’essenziale, che ci permette di riconoscere il desiderio di infinito che risiede nei nostri cuori, che ci permette di ascoltare noi stessi, gli altri e Dio”. (Conferenza della Famiglia Francescana 01.01.2022).
Il 14 di febbraio p.v. entreremo nel tempo liturgico della Quaresima; tempo della sobrietà, dell’austerità e della misericordia, tempo di digiuno da ogni cosa mondana per poter gustare la dolcezza e la soavità delle cose di Dio, tempo di una più profonda introspezione che porti ad una quotidiana conversione dei nostri cuori.
Apprestiamoci, quindi a vivere una giornata straordinaria e intensa di meditazione e di preghiera, nella quale avremo modo di riflettere sul camino doloroso che Gesù percorre per giungere al patibolo della Croce, e sul percorso fatto da Francesco che spinto dall’amore verso il Suo Signore, giunge a ricevere nel suo corpo quei segni di predilezione e di conferma in sì tanto Amore. Vivremo questi momenti ascoltando la Parola che viene a noi dalle Scritture e anche dalla “lettura” dell’atrocità della Passione che ci può essere offerta a partire dalla Sacra Sindone.

RITIRO DI QUARESIMA
18/02/2024
a Roma
presso la “Casa Betania” delle Pie Discepole del Divin Maestro,
via Portuense 739/741, in Roma

ci ritroveremo puntuali alle ore 08.30 per iniziare tutti insieme alle ore 09.00 con la preghiera introduttiva. Concluderemo la nostra giornata alle ore 18.00 con la celebrazione Eucaristica; è previsto il pranzo al sacco ed una quota partecipativa individuale di € 5,00 da corrispondere
all’arrivo, all’atto della propria registrazione.
Per favorire il clima di preghiera e non interromperlo con continui arrivi a ritiro iniziato, si raccomanda a tutti di essere puntuali.


Lettera Ritiro di Quaresima 18 febbraio 2024


Uova di Pasqua 2024 

Carissimi fratelli e sorelle l’attività delle uova di Pasqua, voi lo sapete è solo un piccolo strumento che ci permette di aprire il nostro cuore ed ascoltare per non restare insensibili al grido silenzioso del nostro prossimo (Lc. 10. 25-37).
Quest’anno celebreremo la S. Pasqua il 31 marzo, abbiamo quindi l’urgenza di procedere senza indugi alle ordinazioni da presentare alla ditta fornitrice, che contatta, ci ha chiesto di effettuare le nostre operazioni entro il 15 gennaio 2024.
Voi tutti conoscete bene la finalità del progetto che è quella di sensibilizzare le Comunità delle varie Parrocchie francescane e non, e dare un valido contributo per le esigenze dei poveri disseminati sul proprio territorio. Certo è che con tutti i nostri sforzi e le nostre iniziative non riusciremo a fare fronte a tutte le esigenze degli ultimi, degli emarginati, dei dimenticati e degli invisibili, ma il nostro impegno in questo progetto è un segno concreto, anche se piccolo, di vicinanza e partecipazione e può rappresentare la differenza all’assordante silenzio che circonda la loro quotidianità.
Il ricavato, sarà devoluto interamente ai Parroci che provvederanno, come di consueto, in modo oculato, ad individuare i destinatari del beneficio, mentre una piccola parte, sarà devoluta alla carità della Fraternità Regionale. Ci auspichiamo quindi una concreta e sempre maggiore adesione di ogni nostra fraternità a questa bella iniziativa di carità.
Negli anni scorsi, questa nostra iniziativa ha visto una continua crescita confermandosi valido strumento nella collaborazione fraterna nelle nostre Zone, ma anche di coinvolgimento di altre associazioni parrocchiali o meno che hanno voluto essere parte attiva nel nostro servizio alla carità.
Essendo questa un’attività che rientra nell’ambito di EPM, la supervisione è affidata al Consigliere delegato all’EPM, che si avvarrà, come di consueto, della preziosa e sperimentata collaborazione della fraternità di “Don Tonino Bello” (i riferimenti sono indicati in fondo a questa lettera) che curerà, i contatti con l’industria dolciaria fornitrice delle uova, alla raccolta degli ordini, alla distribuzione delle uova alle fraternità che ne faranno richiesta.


allegato

Lettera Uova di Pasqua 2024

Lettera e auguri del Ministro Generale Tibor Kauser

Care sorelle e cari fratelli,
Il Signore vi doni la sua pace

Ci stiamo preparando già da tempo al Natale di quest’anno, perché il giubileo degli 800 anni lo mette in una luce speciale. Il nome del minuscolo paese, Greccio, è diventato noto anche tra coloro che non hanno familiarità con la spiritualità francescana. Greccio divenne il simbol o della festa del Natale. Ed è giusto.
La sera in cui San Francesco predicava da diacono e la Santa Messa era davvero al centro dell’attenzione, letteralmente l’unico modo per celebrare, la vita ha assunto un significato diverso, molto speciale. A Greccio tutto e tutti erano vivi, gli animali, il prete, la gente del paese, i fratelli, tranne uno: Gesù. Ma, nonostante San Francesco volesse vedere cosa accadeva a Betlemme, davanti a qualcun altro accadde
un miracolo: Gesù prese vita, divenne vivo.
La nostra tradizione è iniziata così: con tutti riuniti con gioia attorno alla grotta, senza alcuna distanza tra l’evento originario e coloro che ne condividono il mistero (Admirabile Signum 2) Da allora, nel corso dei secoli, sull’esempio di San Francesco, per la sua intercessione, camminando con lui sulla strada, Gesù si è fatto vivo per molti.
Quest’anno in questo semplice messaggio per Natale invito tutti voi: sia questo anche per noi il vero dono del Natale, sia Gesù a vivere per noi. Gesù si è fatto uomo, la Parola si è fatta carne (Gv 1,14) 1,14),
affinché possiamo diventare partecipi della divinità di Cristo che si è umiliato per condividere la nostra umanità (Ordo Missae) Missae). Si è fatto uomo e così ha dischiuso la sua divinità, ci ha permesso di partecipare, ci ha permesso di intuire. Questo è un invito fortissimo, come lo è stato per Maria, per Giuseppe e per tutti gli altri che hanno potuto partecipare a quei meravigliosi momenti attorno al presepe.
A Greccio non c’era il presepe. Non c’erano statue in giro, ma persone vive. Invito tutti voi a vivere questo miracolo, insieme a San Francesco, stando attorno al “presepe di Natale”.
Cerchiamo di essere la famiglia viva, nella quale Gesù può nascere e trovare un caldo spirito di famiglia.
Cerchiamo di essere Maria, sua madre, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo (cfr 1 Cor 6,20) mediante l’amore divino (amor) e una coscienza pura e sincera; lo generiamo attraverso l’opera santa, che deve risplendere come esempio agli altri! (EpFid I)
Cerchiamo di essere Giuseppe, chiedendoci umilmente sul le cose che comprendiamo e anche su quelle che non comprendiamo, allo stesso modo. Cerchiamo di essere quei compagni fedeli che confidano pienamente nelle promesse di Dio.
Cerchiamo di essere i pastori, che hanno un cuore abbastanza puro da essere colpiti da grande paura (Lc 2,9), ma sono anche pronti a rallegrarsi, glorificando e lodando Dio per tutto ciò che hanno udito e visto (Lc 2,20).
Andiamo, come i re, e lodiamo Gesù che è Dio che è venuto a noi ma non sarà riconosciuto come Dio,
Andiamo, come i re, e lodiamo Gesù che è Dio che è venuto a noi ma non sarà riconosciuto come Dio, che è reche è re,, che è il ‘re dei re’, che regna non sul regno terreno ma su quello celeste in mezzo a noi, ed è un che è il ‘re dei re’, che regna non sul regno terreno ma su quello celeste in mezzo a noi, ed è un uomo fragile che soffre e muore per noi per redimere me e te, tutti.uomo fragile che soffre e muore per noi per redimere me e te, tutti.
Quest’anno penso più che mai a coloro che soffrono molto e per i quali sarà difficile o addirittura
Quest’anno penso più che mai a coloro che soffrono molto e per i quali sarà difficile o addirittura impossibile celebrare con gioia il Natale. Penso molto a coloro per i quali questo periodo natalizio è impossibile celebrare con gioia il Natale. Penso molto a coloro per i quali questo periodo natalizio è tempo di guerra, di persecuzione, di sofferenza, di mtempo di guerra, di persecuzione, di sofferenza, di mancanza del necessario. Invito tutti voi a dare meno ancanza del necessario. Invito tutti voi a dare meno attenzione al lato materiale della festa, e a dedicare più tempo, preghiera, attenzione a quanto è accaduto attenzione al lato materiale della festa, e a dedicare più tempo, preghiera, attenzione a quanto è accaduto a Betlemme. Che il Natale sia per noi molto importante per lo stesso motivo che lo è stato per a Betlemme. Che il Natale sia per noi molto importante per lo stesso motivo che lo è stato per San San Francesco. Desideriamo vedere cosa è realmente accaduto. Auguro a tutti voi di essere parte del miracolo Francesco. Desideriamo vedere cosa è realmente accaduto. Auguro a tutti voi di essere parte del miracolo di Natale: Gesù è diventato vivo. Possa diventare vivo per tutti noi!di Natale: Gesù è diventato vivo. Possa diventare vivo per tutti noi! Possiate avere tutti

Pace e bene!

Tibor Kauser


IT lettera di Natale 2023

Natale 2023