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Lettera di Pasqua 2024

Carissimi fratelli e sorelle Pace e bene a tutti voi,
se vogliamo che il nostro camminare verso la Pasqua rituale sia un cammino di quotidiana resurrezione nello Spirito, non possiamo prescindere da un cammino di vera e costante conversione del cuore, né possiamo accontentarci della mera e abitudinaria partecipazione ai sacri riti solo per assolvere ad un precetto della nostra fede. Se non permettiamo alla Pace di Gesù risorto di cambiare il nostro vivere, radicandolo nella vera fraternità universale, le ferite della nostra vita rimarranno sempre sanguinanti ed aperte ai nostri egoismi, alle nostre rivalse sugli altri, alle nostre guerre personali. Se le ferite della nostra vita non arrivano a lasciar passare la luce del Cristo risorto, le porte del nostro cuore rimarranno sempre chiuse alla carità e al vero amore di Cristo.
In questi giorni, che ancora ci separano dalla Pasqua rituale, guardando il mondo che ci circonda, non può più sfuggire alla nostra attenzione, la grave situazione in cui versa la nostra fragile umanità, vessata da presagi ogni giorno più concreti di guerre sempre più estese, da continue distruzioni e insensate corse agli armamenti.
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Ascolteremo ancora una volta queste parole del Signore; parole che ci richiamo al nostro essere suoi discepoli e ci impongono nell’immediato un profondo interrogativo: “qual è il mio impegno ed il mio ruolo di cristiano e francescano secolare, nella costruzione e nel mantenimento della pace come bene inalienabile, comune ed universale?”.

«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Stiamo vivendo un’epoca in cui, da una parte si fanno grandi sforzi e grandi passi in avanti nella salvaguardia del creato e dall’altra si incrementano le armi di distruzione totale. Nel secolo scorso sono sorte in questo modo molte ideologie totalitaristiche e razziali, poi puntualmente crollate come castelli di polvere perché fondate sul nulla; tuttavia, il loro eco ancora non si è spento perché enorme è stato il danno arrecato da esse all’umanità, anzi ne fioriscono sempre di nuove e nonostante tutto crescono e vivono fra i tanti nostri silenzi. Siamo ancora uomini contro uomini e questo purtroppo avviene anche fra le nazioni cristiane, ed anche nel nostro piccolo, nella nostra quotidianità. Abbiamo bisogno di una nuova cultura di pace. Abbiamo bisogno di convertire i nostri cuori alla pace. Abbiamo bisogno di trovare e costruire nuove relazioni di pace partendo dai piccoli gesti di ogni giorno.
La nostra regola nei suoi articoli, ci chiama a questo. “Quali portatori di pace…” questo enunciato fa parte del nostro DNA cristiano prima ancora che francescano e noi vogliamo essere permeati da questo profumo da diffondere nel mondo.
Il nostro mondo è fragile, vario e complesso ed ha bisogno di respirare questo profumo di pace e di equilibrio. L’uomo, invece, quando è spinto dai propri egoismi, disconoscendo il proprio limite crea disequilibrio e distruzione. Il cuore dell’uomo ha urgente bisogno di essere educato alla pace, perché quando spirano venti di guerre, anche se lontane da noi, potrebbe essere già troppo tardi anche per noi e questi venti spirano già da troppo tempo e rischiano di diventare tempeste.
Tutti noi, nel nostro limite siamo chiamati a custodire la terra col il nostro lavoro e col nostro ingegno, perché «diventi una dimora degna di tutta la famiglia umana» (Gaudium et spes 33; 57), e non possiamo presumere, di demandare ad altri di agire per noi in modo etico, senza esserne parte attiva e responsabile. La Pace non è responsabilità di pochi, ma dell’intera famiglia umana. La pace è il frutto di relazioni che riconoscono e accolgono l’altro nella sua inalienabile dignità, la pace è frutto di cooperazione e impegno nella ricerca dello sviluppo integrale di tutte le persone e di tutti i popoli.
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi», siamo chiamati personalmente dal Cristo risorto e da Lui inviati ad essere non solo sognatori di pace, ma concreti costruttori di Pace. Chiediamo al Signore che queste Sue Parole si incarnino in profondità nei nostri cuori e nel nostro quotidiano, perché possiamo essere come Lui, costruttori di pace, e portatori di vera speranza per questa nostra fragile umanità.
A tutti voi, carissimi fratelli e sorelle, giunga da tutto il Consiglio Regionale OFS Lazio, l’augurio di una santa Pasqua di pace e serenità nello Spirito del Risorto, pace e bene.

Il Ministro Regionale OFS Lazio

Antonio Fersini


Lettera di Pasqua 2024

Lettera Santo Natale 2023

“E giunge il giorno della letizia, il tempo
dell’esultanza! Per l’occasione sono qui convocati
molti frati da varie parti; uomini e donne arrivano
festanti dai casolari della regione, portando ciascuno
secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare
quella notte, nella quale s’accese splendida nel cielo la
Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi.
… Francesco … è raggiante di letizia”. (ff 85)

Carissimi fratelli e sorelle,

viviamo un tempo non facile, carico di turbamenti, di inquietudini e di incertezze e ogni giorno corriamo il rischio di
lasciarci sorprendere dallo sconforto e dallo scoraggiamento, da cristiani siamo chiamati a vivere nella gioia del Vangelo e san Francesco ci insegna la letizia che è il rimedio più sicuro contro le mille insidie e astuzie del nemico, diceva infatti: “Il diavolo esulta soprattutto, quando può rapire al servo di Dio il gaudio dello spirito … e – continuava – se la letizia di spirito riempie il cuore, inutilmente il serpente tenta di iniettare il suo veleno mortale. I demoni non possono recare danno al servo di Cristo, quando lo vedono santamente giocondo. Se invece l’animo è malinconico, desolato e piangente, con tutta facilità o viene sopraffatto dalla tristezza o è trasportato alle gioie
frivole” (ff n.709).
Dio che si fa carne nella nostra debolezza per rimanere sempre con noi è l’olio della nostra letizia, è la forza della nostra gioia, è la certezza della nostra fede. Che mai la malinconia, lo sconforto e la tristezza prendano il sopravvento su di noi, ma come san Francesco, lasciamoci
commuovere da tanto Amore e apriamo i nostri cuori alla letizia che porta Cristo e porta a Cristo.
In occasione dell’ottocentesimo anniversario del Presepio di Greccio, a nome di tutto il Consiglio Regionale auguro a tutti voi che la gioia dell’Incarnazione di Gesù Cristo inondi i vostri cuori di gioia evangelica e francescana letizia.
Buon Natale.

Il ministro regionale

Antonio Fersini


Lettera Natale 2023

Assemblea e Programma 21 ottobre 2023

Carissimi fratelli e sorelle e pp assistenti il Signore ci doni la Sua Pace.
Come già comunicato con le lettere a seguito, ci ritroveremo tutti insieme in assemblea regionale giorno 21 ottobre a Roma presso i locali della Cittadella in Via Laurentina 450, alle ore 08.30, per poter iniziare con la preghiera di apertura dell’assemblea puntuali alle 09.00.

Il Consiglio Regionale ha valutato con ogni attenzione l’organizzare questa assemblea e ha deciso di effettuarla in una sola giornata per non gravare ulteriormente con spese di vitto e di pernotto su situazioni economiche familiari e fraterne già messe a dura prova dai continui rincari ormai generalizzati su tutto.

A questo scopo non viene chiesta alcuna spesa di partecipazione, le spese di utilizzo della struttura sarà, infatti, a carico della cassa del Consiglio Regionale nonostante il limite di tempo a disposizione, avremo tuttavia l’opportunità di confrontarci sui vari aspetti della nostra vita fraterna, in tutti i suoi aspetti, ambito per ambito e zona per zona, per definire insieme, sinodalmente, impegni, programmi e progetti, perché tutto sia espressione di quell’unità cristiana e fraterna che caratterizza il nostro vivere.

Chiedo, quindi la presenza di tutti i consigli locali e di tutti i fratelli e le sorelle che vorranno gioire nello stare insieme per condividere gioie, fatiche, difficoltà, esperienze ed aspirazioni, è questo condividere che ci rende concretamente famiglia nel cammino che abbiamo intrapreso e che insieme vogliamo gustare e offrire. Sono certo che non mancherete e che vorrete tutti essere parte attiva in questa nostra sinodalità. A tutti chiedo di essere puntuali e di comunicarci con tempo la presenza di bambini, per il servizio di babysitter.
Chiedo, inoltre, alle fraternità della zona Fra Pacifico, Fra Antonio e Fra Giovanni, di farsi carico del servizio di accoglienza dei fratelli e delle sorelle che verranno da tutto il Lazio, offrendo un caldo caffè di benvenuto.

Maggiori dettagli dell’evento nel file allegato al presente articolo

Il ministro OFS Lazio

Antonio Fersini


Lettera Assemblea e Programma 21 ottobre 2023

Lettera via Crucis 2021

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore ci dia pace.
La pandemia che ormai da un anno flagella la nostra quotidianità ci richiama ad una maggiore attenzione verso quel mistero insondabile della sofferenza umana, che nel nostro esistere si presenta quasi sempre come frutto delle nostre multiformi fragilità.
Siamo ormai nel cuore della quaresima, tempo particolarmente indicato alla riflessione e all’introspezione personale. Se poi, noi considerassimo la sofferenza che nell’immediato ci circonda, scopriremmo in ogni volto che l’accompagna, il volto martoriato dell’”Ecce Homo”, e negli sguardi che si incrociano ritroveremmo il fratello che ha bisogno della nostra vicinanza.
La via Crucis che vi allego, scritta da S.E. Mons Paolo RICCIARDI, che ci ha accompagnato nel cammino di avvento, vuole essere il tentativo di entrare, “in punta di piedi” nei pensieri della mente e del cuore di quelle persone, colpite dalla sofferenza, che forse molto spesso indifferentemente o inconsapevolmente incontriamo lungo i nostri giorni.
A tutti voi l’augurio di un buon e santo cammino verso la Pasqua del Signore nostro Gesù Cristo.
Vi abbraccio, con affetto sincero

Il ministro regionale OFS Lazio

Antonio Fersini

Allegati

Lettera Via Crucis 10 marzo 2021

Via Crucis

Progetto “Pietra su pietra”

Chi l’avrebbe mai detto che le pietre si sarebbero potute evolvere? Eppure, è proprio così: “Pietra su pietra” si sta sviluppando in altre direzioni, che non sono più (e soltanto) l’aiuto alle popolazioni terremotate ma anche e soprattutto l’attenzione verso ogni tipo di disagio, difficoltà e richiesta di aiuto che arrivi alle orecchie e al cuore dell’OFS.
Lo avevamo già preannunciato in un precedente articolo, ed ora lo affermiamo con forza, perchè realmente il focus di questo progetto si sta ampliando a 360 gradi e, come e dove può, cerca di dare una mano.
In particolare, attualmente sono stati individuati tre “filoni” che meritano la nostra attenzione e vicinanza:
Il Covid, già tristemente noto, che lascia dietro di sé anche problemi economici e sociali, ai quali stiamo rispondendo con aiuti ad alcune associazioni che lavorano sul territorio ma che merita un ulteriore ampliamento di interventi, cercando di capire, ognuno nella propria città o paese, quali siano le emergenze alle quali poter dare una risposta. Dunque, facendo un’indagine sulla realtà vicina alla nostra fraternità di appartenenza, per poter dare un aiuto mirato.
Il terremoto in Croazia, del 29 dicembre scorso, per il quale il Consiglio Nazionale ha interpellato la consigliera del Ciofs Ana Fruck, croata, che ha proposto un gemellaggio tra le fraternità d’Italia e quelle della Croazia, per creare un ponte di solidarietà concreta ma anche un dialogo fraterno e, il più possibile, diretto tra popoli.
I profughi della Bosnia, in particolare di Lipa (ma non solo).
In questo caso, nella zona operano da qualche tempo i volontari della Caritas italiana e ambrosiana e l’IPSIA (istituto delle Acli) che cercano di dare sostegno materiale e umano alle persone che sopravvivono, in condizioni estremamente precarie, ai confini della Bosnia, con la speranza di trovare un futuro migliore in un’Europa che, purtroppo, gli sta voltando le spalle. Per dar loro
qualche aiuto, al momento è possibile solo inviare denaro. Più in là nel tempo (per la prossima estate) sarà anche attivata la proposta di volontariato, in particolare col servizio civile nazionale, i cui bandi sono in uscita a breve.
Le emergenze e le richieste di aiuto purtroppo non si esauriscono con queste tre situazioni citate, ma ciò che ci preme sottolineare, per ora, è l’importanza di alzare lo sguardo su ciò che la realtà ci presenta, sui bisogni di chi ci chiama e anche di chi non ha voce o fiato sufficiente per arrivare alle nostre orecchie. Cerchiamo di “sintonizzarci” su questi richiami, per dare concretamente una mano, per come possiamo, e per costruire insieme una progettualità che, in un movimento circolare dalla singola fraternità a quella nazionale, possa portare i francescani secolari ad ESSERE Chiesa in uscita.

Il gruppo di lavoro EPM

Allegati

Pietra su pietra e emergenze

IT Lettera Pro Croatia

Lettera di natale 2020

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore
ci dia pace.
Parlare oggi di letizia e di esultanza, nonostante i tanti lutti, le tante sofferenze e le continue limitazioni dovute alla pandemia, sembra quasi un paradosso, un non voler vedere quanto ci accade intorno.
Mancavano solo tre anni alla salita al cielo di Francesco e la sua malattia aveva sicuramente minato profondamente la sua già flebile salute, (di lì a poco si sarebbe ritirato da tutto e da tutti, sulla Verna), quando a Greccio, realizzò il primo presepe e fu proprio in quella circostanza, raccontano le Fonti, che Francesco si riveste dei paramenti diaconali e canta il Santo Vangelo con voce forte e dolce, limpida e sonora tanto da rapire tutti in desideri di cielo. “Poi parla al popolo e con parole dolcissime rievoca il neonato Re povero e la piccola città di Betlemme. Spesso, quando voleva nominare Cristo Gesù, infervorato di amore celeste lo chiamava “il Bambino di Betlemme”, e quel nome “Betlemme” lo pronunciava riempiendosi la bocca di voce e ancor più di tenero affetto, producendo un suono come belato di pecora. E ogni volta che diceva “Bambino di Betlemme” o “Gesù”, passava la lingua sulle labbra, quasi a gustare e trattenere tutta la dolcezza di quelle parole”. La situazione di estrema povertà e di sofferenza fisica, di san Francesco ben si addice a paragone dei tempi che stiamo vivendo, ma, nonostante tutto, la sua voce e la sua bocca erano colmi di esultanza e di letizia perché il suo cuore era pieno di speranza.
Carissimi, non ci può essere letizia ed esultanza in noi se nel nostro cuore non vive la speranza, Gesù è la nostra speranza. Non possiamo essere lieti ed esultare se il nostro cuore non è ricolmo di quella stessa umiltà che Dio manifesta nell’incarnazione, “e il verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi”, Gesù è l’umiltà di Dio, solo chi ama sa farsi piccolo. Dio è amore, Gesù è la tenerezza del Padre che, per amore, nella Sua Misericordia si fa piccolo, fragile, ultimo, servo.
“Che giova a me, che Gesù Cristo sia nato più di 2000 anni fa dalla Vergine Maria a Betlemme, se oggi Egli non nasce per fede nel mio cuore?”
Fratelli e sorelle carissime, spogliamoci da ogni nostro preconcetto umano, da ogni nostra sicurezza umana, perché il Verbo di Dio, possa incarnarsi nel nostro cuore e nella nostra anima nel senso più profondo di questo mistero.
“O Verbo eterno del Padre, Figlio di Dio e di Maria, rinnova anche oggi, nel segreto delle nostre anime, il mirabile prodigio della Tua nascita”. (S. Giovanni XXXIII).
Il consiglio regionale augura a tutti voi un santo Natale
Il ministro regionale OFS Lazio
Antonio Fersini

Allegati

Lettera di Natale

Lettera Ministro Generale CIOFS: linee guida in tempo di pandemia

Care sorelle e cari fratelli,
Il Signore vi doni la sua pace!

Novembre è il mese in cui pensiamo di più ai Santi. Celebriamo tutti i santi, anche quelli della grande Famiglia Serafica, che accendono lanterne davanti a noi illuminando il nostro cammino quando cerchiamo Dio e cerchiamo di vivere la nostra vocazione. Ricordiamo i nostri cari, familiari, fratelli, sorelle, colleghi, vicini di casa, che non sono più con noi e che vorremmo incontrare di nuovo.
Preghiamo per coloro che ci hanno lasciato quest’anno, quindi invito tutti voi a dedicare un momento speciale alla preghiera per le nostre sorelle, fratelli, familiari, che ci hanno lasciato quest’anno, specialmente per coloro che sono mancati a causa dal Covid-19.
La pandemia ha ancora un forte impatto sulle nostre vite e ancor più di prima abbiamo bisogno del conforto dello Spirito Santo. Le Fraternità non possono ancora incontrarsi e la mancanza di contatti personali rende la vita fraterna più difficile che mai. Questa situazione perdura già da più di sei mesi e so quanto sia difficile per ciascuno di voi affrontare tutto questo. Prego per ognuno di voi, chiedendo al
Signore del Tempo di liberarci da questa difficoltà e di darci forza, finché non torneremo a uno stile di vita più normale.
La Presidenza CIOFS sta vivendo le stesse difficoltà, ma noi cerchiamo di fare del nostro meglio per portare avanti la vita fraterna e per rispondere alle attuali esigenze della Fraternità Internazionale e delle Fraternità Nazionali. Consapevole delle principali necessità, vi invio tre documenti che speriamo vi aiutino almeno nelle questioni pratiche della vita fraterna. Ringrazio la Commissione Giuridica e l’intera
Presidenza per questi documenti.

Il primo documento è una breve linea guida che intende aiutarvi ad affrontare le domande riguardanti i capitoli, le ammissioni e le professioni, durante questo periodo di pandemia in cui le fraternità non possono riunirsi.

Il secondo è il documento di supporto aggiornato per gli Statuti Nazionali. Questa versione aggiornata è stata migliorata sulla base delle esperienze più recenti.

Il terzo documento è una linea guida per i ricorsi. Basandoci sulla esperienza della Presidenza, abbiamo ritenuto utile fare luce su alcuni punti e chiarire la procedura.

Spero che questi documenti vi siano di aiuto in questa situazione, anche se comprendo che non possono sostituire l’amore e i sorrisi che ci scambiamo di persona, le Sante Messe in comune, le buone condivisioni, le cene insieme, la vita fraterna nella sua pienezza.
Che il Signore ci illumini, affinché possiamo vedere in questa ricchezza e varietà di santità che ricordiamo specialmente in questo mese, che anche noi abbiamo questa stessa vocazione, cioè essere santi! Non c’è un solo modo per essere santi, Dio invita ciascuno di noi ad essere santo a modo proprio e nella propria vita. Prego per voi tutti, affinché possiate trovare il modo giusto per diventare santi!

Continuo a pregare per tutti voi e chiedo le vostre preghiere per me e per la Presidenza, in modo che possiamo servire voi, la Fraternità Internazionale, giorno dopo giorno e sempre meglio.
Vostro ministro e fratello minore,

Tibor Kauser

Ministro Generale CIOFS

Allegati

Domande al tempo della pandemia