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Sussidio per la celebrazione della I Domenica della Parola di Dio (26 gennaio 2020)

Con la Lettera apostolica in forma di Motu proprio dal titolo Aperuit illis Papa Francesco ha istituito per la Chiesa universale una domenica espressamente dedicata alla parola di Dio, «perché possa far crescere nel popolo di Dio la religiosa e assidua familiarità con le Sacre Scritture, così come l’autore sacro insegnava già nei tempi antichi: “Questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica” (Dt 30,14)» (n. 15).
Si tratta di una occasione preziosa per rendere la Chiesa intera sempre più consapevole di una realtà fondamentale della sua identità: la centralità della parola di Dio. Non a caso il Concilio Vaticano II apriva il suo documento sulla divina rivelazione

Dei Verbum, qualificando la Chiesa essenzialmente come la comunità di quanti si pongono «in religioso ascolto della parola di Dio» (n. 1). La Chiesa si riconosce come la comunità dei credenti in ascolto di Dio, che parla attraverso le Sacre Scritture tramandateci nel corso dei secoli dalla Tradizione. Il primato della Parola si esplica in ogni ambito della vita ecclesiale: dalla dimensione spirituale, alla cura pastorale, all’azione evangelizzatrice. Essa fonda, plasma e ispira ogni aspetto della fede personale e comunitaria.
In vista della I Domenica della Parola di Dio, che cadrà il 26 gennaio 2020, ogni realtà locale saprà di certo attivare la propria creatività, compiendo gli opportuni adattamenti all’interno delle celebrazioni già esistenti o dando vita a nuove iniziative specifiche.

Scarica la preghiera nel collegamento riportato sotto.

Allegati

Sussidio-UCN-ULN-UNEDI

 

Preghiera 3° passo

Mettersi alla presenza di Dio è accettare la sfida di lasciarci conoscere da Lui. È il Signore che si ferma e vuole entrare nella nostra vita, non si ferma a ciò che appare ma ci conosce in profondità. Se lo accogliamo sperimenteremo non il giudizio, non la condanna, ma la misericordia, la guarigione. Da questa esperienza sgorga in modo naturale, in modo spontaneo la condivisione che non è fatta solo di beni ma anche e soprattutto di cura.

AccogliamoLo nella nostra vita e fidiamoci più del Suo amore che della nostra fragilità.

Scarica la preghiera nel collegamento riportato sotto.

Allegati

terzo passo anno 2019-2020

 

 

Santo Natale 2019

«Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello» (FF 468)

Carissimi tutti, fratelli e sorelle, il Signore ci doni la Sua Gioia.
Questo grido del cuore di Francesco è oggi il grido del cuore di ciascuno di noi. Tutti noi siamo pronti, lì, vicino alla greppia, nelle nostre famiglie e nelle nostre Chiese e attendiamo di rivivere il momento in cui Dio, nel il Suo Figlio Gesù Cristo, fa nuove tutte le cose. Francesco rivivendo questo “Mistero” fa celebrare lì sul luogo la Santa Eucaristia.
Accostiamoci quindi a questo Mistero aprendo il nostro cuore alla gioia della consapevolezza che “alla radice dell’Eucaristia c’è la vita verginale di Maria che fece, per opera dello Spirito Santo, della sua carne un tempio, del suo cuore un altare” (S.Giovanni Paolo II, 2 giugno 1983).
Maria è il tempio, l’altare e la radice del mistero salvifico. Lei è il primo tempio e il primo altare dove Gesù prende le sembianze umane, Maria è il tempio in cui l’incarnazione avviene per la prima volta nella storia dell’uomo, nella sua forma più naturale, non già in Mistero, ma nella carne e nel sangue di un Bambino, Eucaristia fra noi. Maria è lo strumento della prima Eucaristia in quanto dà il suo corpo ed il suo sangue a Colui che è Eucaristia. Maria è radice dell’Eucaristia.

Scarica l’intero articolo cliccando sul collegamento posto sotto.

Allegati

Lettera Natale 2019

Convocazione assemblea Regionale

Carissimi fratelli, sorelle e pp. Assistenti tutti, pace e bene in Cristo Gesù nostro Signore. in allegato la lettera di convocazione della prossima Assemblea Regionale OFS Lazio  e la bozza di programma del Festival Con Francesco nella Valle, edizione 2019, perché vengano portate a conoscenza di tutti i fratelli e le sorelle Ofs – Gi. Fra. Lazio.
Pace e bene in Cristo, Antonio
Allegati

125 anni di Fraternità OFS ad Anzio

Era il lontano 2 maggio 1894 quando nasceva in Anzio, nella parrocchia dei santi Pio e Antonio il primo nucleo storico del Terzo ordine francescano secolare sotto la guida del parroco del tempo Padre Emanuele Alonge.

Sono trascorsi ben 125 anni ed oggi, la fraternità ancora presente e vitale nella comunità fa memoria della sua storia nella Parrocchia e nella città di Anzio. Una storia che ha attraversato le ben note e difficili vicende belliche di due guerre. In particolare la seconda con lo sbarco delle truppe alleate e la evacuazione dell’intera popolazione verso le terre dell’Italia meridionale.


Al rientro la gente di Anzio trova una città ridotta in macerie, come ugualmente lacerati erano i cuori ed i sentimenti per le gravi perdite umane subite. I Padri francescani sono stati in prima linea a fianco della popolazione sia durante lo sfollamento sia in seguito per la ricostruzione e la ripresa delle attività della vita civile.


La Fraternità è presente opera a fianco ai padri e spende le sue energie migliori al servizio dei più bisognosi.


Nel corso degli anni, nel secondo dopoguerra cresce numericamente sotto la guida spirituale di P. Antonio Ingolotti. Svolge varie attività di diffusione della buona stampa, della preghiera mariana con Madonnine circolanti, di cura e attenzione dei malati. Ma soprattutto il Padre spirituale si adopera per un importante opera di formazione cristiana e francescana.


Oggi dopo un cammino di 125 anni , la fraternità si è assottigliata numericamente, non ha avuto il tanto sperato ricambio generazionale , ma ha tenuto presente e vivo nella comunità il carisma francescano, svolge un importante servizio alla formazione e allo spirito di Francesco d’Assisi, custodisce gelosamente la propria storia per attingere da essa l’ energia necessaria per progettare il futuro.


Ringrazia il Signore e il Serafico Padre San Francesco per il dono di tanti fratelli e sorelle e per il il bene che in tanti anni i laici francescani hanno seminato al fianco dei nostri amati Padri.

Ad oggi la fraternità è composta da 22 membri professi, di cui 10 sono attivi, 1 ammessa e 4 aspiranti

Programma di formazione 2018 2019

Siamo finalmente a rendere concreto il percorso formativo 2018/2019.


Il percorso di formazione delle fraternità dell’Ordine Francescano Secolare, come ogni cammino formativo, deve essere evangelico: sia perché ha per obiettivo orientare i nostri passi sulle orme del Signore, ma anche nel senso che ci deve portare ad “essere vangeli”, buone notizie per chi ci incontra. Per aiutarci a concretizzare ciò siamo a proporvi due proposte una nazionale e una regionale-zonale , proposte che si integrano e completano.

Siamo chiamati ad “abitare le distanze”, come ci chiede papa Francesco, per questo ogni singolo francescano secolare deve sentirsi chiamato a seguire uno stile che sia segno della vocazione professata.
A tale scopo la fraternità nazionale per il percorso formativo che ci accompagnerà per questo triennio ha scelto di contemplare il verbo “abitare”, perché è la scelta stessa di Gesù. E’ Lui che per primo ha scelto di “abitare” tra noi, davanti ad ogni tipo di distanza sceglie sempre di abitarle sceglie l’incontro.
Come per il precedente triennio questo percorso formativo sarà sviluppato all’interno della rivista FVS, in 5 passi in 5 numeri, quello di settembre, ottobre, novembre, febbraio e marzo di ogni anno. La proposta di questo cammino formativo unitario ha il suo fondamento nel fatto che siamo chiamati a dare un’unica forma all’OFS e non a viaggiare su strade diverse.
Il percorso in questo triennio si snoda attraverso 3 buone notizie, 3 vangeli che ci debbono prima
di tutto interrogare:

  • il vangelo del desiderio: le domande che aprono sentieri (2018/2019)
  • il vangelo dell’incontro: i vangeli che accorciano le distanze (2019/2020)

  • il vangelo della casa comune: i vangeli che costruiscono fraternità (2020/2021)

In allegato il programma completo con le date degli incontri.

circolare formazione ofs lazio 2018-2019

Il viaggio apostolico di Sua Santità Francesco negli Emirati Arabi Uniti

Come Francescana ho vissuto il viaggio di papa Francesco come una grazia.
Vorrei condividere il perché di questa mia grande gioia.


Il Santo Padre, dopo i ringraziamenti di prassi, nel discorso di apertura si è rivolto così alla platea che aveva davanti:

“Dalla vostra patria mi rivolgo a tutti i Paesi di questa Penisola, ai quali desidero indirizzare il mio più cordiale saluto, con amicizia e stima. Con animo riconoscente al Signore, nell’ottavo centenario dell’incontro tra San Francesco di Assisi e il sultano al- Malik al-Kāmil, ho accolto l’opportunità di venire qui come credente assetato di pace, come fratello che cerca la pace con i fratelli. Volere la pace, promuovere la pace, essere strumenti di pace: siamo qui per questo.”
 L’esplicito riferimento all’incontro di San Francesco con il sultano Malik al Kamil avvenuto a Damietta a pochi chilometri di distanza dal Cairo in Egitto del 1219 ci fa comprendere quanto sia significativo e attuale il viaggio compiuto dal serafico padre per le sue conseguenze nel dialogo interreligioso e per la pace mondiale tanto da rimanere l’avvenimento più importante, a distanza di 8 secoli, in questo percorso di pace; quei fatti avvenuti in tempi così lontani ci indicano ancora la strada da percorrere nella ricerca di intesa e armonia tra le due religioni. Purtroppo, ho avuto modo di constatare personalmente, ed anche tramite i mezzi di comunicazione di massa, che non tutti si sono trovati d’accordo sull’agire del Santo padre, rischiando così, a mio modesto avviso, di offuscare l’importanza storica dell’evento. San Francesco ha dimostrato in piena Quinta Crociata che era possibile il dialogo, la stima e l’amicizia tra un cristiano e un musulmano e papa Francesco ha firmato un documento di pace e fratellanza, in un periodo di grande tensione tra le due religioni. Stavo rileggendo, per l’occasione, una parte della Regola non bollata in cui San Francesco ci indica la strada corretta da percorrere su questo ancora spinoso e particolare tema.
“I frati poi che vanno fra gli infedeli, possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere
cristiani. L’altro modo è che quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio perché essi credano in
Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo” (Regola non bollata).
 Per San Francesco è annuncio il solo dire di essere cristiani e, se e solo se il Signore lo suggerisce, si annuncia esplicitamente. Sono parole molto chiare, su cui difficilmente si possono avere interpretazioni diverse. Egli, con la sua visione dell'evangelizzazione e nel suo agire, si inserisce nella logica “Signore fammi strumento della tua pace “. Quell’ incontro, da quanto ci è riportato, è avvenuto alla luce del rispetto e del dialogo. Incontro in cui il nostro venerabile padre gettò le basi per la costruzione di un mondo di pace e di dialogo e anche le modalità in cui si è svolto rispecchiano totalmente la nostra spiritualità e le orme che noi dovremmo seguire. Il Santo Padre, Papa Francesco, addirittura ha celebrato una S. Messa in mondo visione, quale momento più alto e completo di annuncio poteva essere fatto? A questa S. messa hanno potuto partecipare decine di migliaia di cattolici e sta avendo, a distanza di giorni, un’enorme risonanza in tutta la penisola arabica dove ci sono in totale quasi tre milioni di cattolici. Una folla oceanica ha assistito alla storica S. messa celebrata da Papa Francesco allo Zayed Sports City di Abu Dhabi, in 50mila hanno preso posto all’interno dello stadio e altri 120mila hanno seguito la prima celebrazione di un Pontefice nella penisola arabica dai maxi-schermi allestiti all’esterno, oltre a tutti coloro che hanno seguito da casa. E’ stato un evento che ha fatto la storia.Questo per quanto attiene il mio essere francescana.Per quanto riguarda il mio essere fedele in seno alla chiesa CATTOLICA che, come ci ricorda il nostro Credo, è UNA ,SANTA E APOSTOLICA e, come ci è stato ricordato in molti incontri formativi , costituisce la mia prima vocazione unica ed unita al mio essere francescana, anche qui ho molto per cui ringraziare il Signore. Infatti, uno degli eventi più importanti del XX secolo, per noi cattolici, è stato il grande Concilio Ecumenico Vaticano II e il viaggio del Santo Padre negli Emirati Arabi ha costituito un grande passo un avanti nell’applicazione reale di quell’evento di enorme rilevanza. Il viaggio del Santo Padre e la firma dello storico documento ha reso possibile, a noi cattolici, vivere nel nostro presente alcuni dei principi presenti in alcune Costituzioni dogmatiche del Concilio. Possiamo infatti leggere al n. 16 della Lumen Gentium:

“il disegno di salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i musulmani, i quali, professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso che giudicherà gli uomini nel giorno finale.”
  Questo incontro ha reso più viva una dichiarazione conciliare, in particolare la “ Nostra Aetate “ che pone le basi del dialogo islamico cristiano contemporaneo. Alcuni passi di questo documento mi hanno dato spunto per comprendere meglio l’importanza di ciò che il Signore ci ha fatto vivere.
Testualmente: NA 3 «La Chiesa guarda anche con stima i musulmani […]. Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà».
 E ancora N.A. 111:
“…e poi agli adoratori di Dio secondo la concezione della religione monoteistica, di quella musulmana specialmente, meritevoli di ammirazione per quanto nel loro culto di Dio vi è di vero e di buono… Noi non possiamo evidentemente condividere queste varie espressioni religiose, né possiamo rimanere indifferenti, quasi che tutte, a loro modo, si equivalessero……noi dobbiamo manifestare la nostra persuasione essere unica la vera religione ed essere quella cristiana, e nutrire speranza che tale sia riconosciuta da tutti i cercatori e adoratori di Dio.”
 Inoltre, al n. 112:
“Ma non vogliamo rifiutare il nostro rispettoso riconoscimento ai valori spirituali e morali delle varie confessioni religiose non cristiane, vogliamo con esse promuovere e difendere gli ideali, che possono essere comuni nel campo della libertà religiosa, della fratellanza umana, della buona cultura, della beneficenza sociale e dell’ordine civile. In ordine a questi comuni ideali un dialogo da parte nostra è possibile; e noi non mancheremo di offrirlo là dove, in reciproco e leale rispetto, sarà benevolmente accettato.
 Per meglio specificare questa missione specifica della Chiesa, il pontefice Paolo VI, proprio nel corso dei lavori conciliari, scrisse l’enciclica “Ecclesiam suam“, dove viene presentata la Chiesa e la sua missione. La Chiesa è in cammino per raggiungere la pienezza della Verità, che noi non conosciamo fino in fondo perché il Signore supera di gran lunga la nostra mente e il nostro cuore. E’ lo Spirito Santo che ci guida nei secoli alla pienezza della comprensione della Parola di Dio.
Dal n. 67:
“La Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere. La Chiesa si fa messaggio. La Chiesa si fa colloquio. “L’annuncio non è una imposizione o una proclamazione, ma un dialogo con l’altro, per capirlo e farsi capire. L’annuncio si attua con la testimonianza della nostra vita. Inoltre il dialogo ci aiuta a riconoscere i “semi del Verbo“ che Dio ha messo in tutti gli uomini.
 Questo viaggio all’interno delle costituzioni dogmatiche mi è stata di aiuto per comprendere ancora più a fondo l’eccezionalità dell’evento e la grande opera di applicazione dei principi conciliari compiuta da papa Francesco che, ancora una volta, ci ricorda che il nostro essere francescani comprende anche questo sull’esempio che 800 anni fa ci consegnò come regola di vita nostro padre Francesco. Il documento firmato, al termine dell’incontro” Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” è a mio avviso bellissimo. Un qualcosa di inaspettato e, sino a qualche giorno prima, difficilmente ipotizzabile, quello di Abu Dhabi, firmato da Papa Francesco e dal Grande Iman di al-Azhar, l’università sunnita del Cairo considerata una tra le più antiche università del mondo, risalente al secolo X ed uno dei principali centri di insegnamento dell’Islam sunnita. Le cose che vi sono scritte sono rivoluzionarie soprattutto per il futuro dell’Islam e se vi sarà chi si impegna ad attuarle avremo finalmente un Islam moderato con cui sarà possibile dialogare. Tutto questo ho avuto la possibilità di vivere durante il viaggio di Papa Francesco negli Emirati e di questo ringrazio ancora il Signore. E per tornare al nostro essere Francescani mi viene in mente l’inizio della Regola Bollata che apre, al capitolo 1 proprio dicendo
“Nel Nome del Signore incomincia la Vita dei Frati Minori La regola e la vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. Frate Francesco promette obbedienza e ossequio al signor papa Onorio e ai suoi successori canonicamente eletti e alla Chiesa romana.”

Questo è l’invito rivolto a noi francescani dal nostro fondatore obbedire e seguire la strada che ci viene indicata dal successore di Pietro.

Pax vobis

Veronica Cuppini, vostra sorella in Cristo

Inizianda della Fraternità OFS S. Bonaventura di Frascati

Teologa e insegnante di religione cattolica

Per approfondimenti

Articolo Calvino Gasparini