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Festa dei santi Pietro e Paolo patroni della Fraternità Regionale OFS Lazio

“noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio”. (I^ Corinzi 1:23-24)

La festa odierna, carissimi fratelli e sorelle, apre i nostri cuori e le nostre menti, al senso profondo della nostra professione: essere testimoni credibili di Gesù Cristo crocifisso, morto e risorto.
Oggi, in questo mondo in cui l’uomo sembra aver perso il senso della propria esistenza, il valore della propria vita e si perde in una capacità di amare gratuitamente che diventa sempre più flebile e sempre più minata dal non senso, sembra essere più concepibile il suo sconcerto e la sua incredulità davanti alla follia di dare ancora fede a questa Parola, tanto sembra sfidare ogni logica di pensiero moderno.
Proprio in questa realtà noi siamo chiamati ad essere portatori credibili e contagiosi di speranza e di pace.
Prendiamo quindi per noi l’esempio dei nostri Santi Patroni che ci ricordano che “Cristo (…) ci ha mandati ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo, (…) ma che è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione”.
San Francesco ci insegna a predicare nel silenzio, con la nostra vita, nella gioia di essere e sentirci, nonostante la nostra fragilità, gratuitamente amati da Dio nostro Padre.
Con questa gioia nel cuore auguro a tutti voi, a nome dell’intero Consiglio Regionale una buona e santa festa dei nostri Protettori Pietro e Paolo.

Il ministro OFS Lazio

Antonio Fersini


Lettera Festa Santi Pietro e Paolo 28 giugno 2024

Pentecoste 2024

“Cristo, dono dell’Amore del Padre, è la via a Lui, è la verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce, è la vita che Egli è venuto a dare in sovrabbondanza”. (Reg OFS art 4)

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore ci doni la Sua Pace.
La verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce è Gesù Cristo nella Sua integralità e noi non possiamo scegliere per noi stessi una sola parte di Cristo, quella che magari sembra essere più attinente a noi, alle nostre capacità, al nostro sentire o quella che noi pensiamo sia sufficiente a vivere il nostro essere di Cristo. Più volte nella nostra vita siamo entrati in contatto con lo Spirito Santo, lo abbiamo ricevuto nel Battesimo, nella Confermazione, nell’Eucaristia, lo incontriamo ogni qualvolta ci avviciniamo ad un Sacramento e sempre lo abbiamo trovato pronto a ricolmarci dei suoi doni, sollecito nell’aprirci il cuore e la mente alla verità nel mistero della Vita con Dio, ma spesso non siamo così permeabili da lasciargli superare le barriere del nostro io, rimanendo rinchiusi in quel recinto nel quale ci sentiamo sicuri, protetti, un recinto che altro non è che il frutto della nostra sofferenza più intima, lo scotto dei nostri insuccessi e delle nostre delusioni relazionali, della stanchezza accumulata nelle difficoltà e nelle asperità del nostro vivere, tutto questo crea in noi una corazza di insensibilità, per cui anche il nostro credere a volte vacilla, relegandoci nello star bene solo con noi stessi. Abbiamo quindi bisogno di invocare lo Spirito Santo ogni ora ed ogni giorno della nostra vita, perché il nostro vivere sia luminoso, gioioso e fecondo in quell’Amore che procede solo dal Padre al Figlio e allo Spirito Santo. Non c’è altra Via per la quale noi possiamo ottenere questo Amore così prezioso per questa nostra fragile umanità, invocare lo
Spirito Santo.
A tutti voi auguro, a nome dell’intero Consiglio Regionale, di vivere ogni giorno in intimità con lo Spirito Santo.


Novena PENTECOSTE 2024

Lettera Pentecoste 2024

Lettera di Pasqua 2024

Carissimi fratelli e sorelle Pace e bene a tutti voi,
se vogliamo che il nostro camminare verso la Pasqua rituale sia un cammino di quotidiana resurrezione nello Spirito, non possiamo prescindere da un cammino di vera e costante conversione del cuore, né possiamo accontentarci della mera e abitudinaria partecipazione ai sacri riti solo per assolvere ad un precetto della nostra fede. Se non permettiamo alla Pace di Gesù risorto di cambiare il nostro vivere, radicandolo nella vera fraternità universale, le ferite della nostra vita rimarranno sempre sanguinanti ed aperte ai nostri egoismi, alle nostre rivalse sugli altri, alle nostre guerre personali. Se le ferite della nostra vita non arrivano a lasciar passare la luce del Cristo risorto, le porte del nostro cuore rimarranno sempre chiuse alla carità e al vero amore di Cristo.
In questi giorni, che ancora ci separano dalla Pasqua rituale, guardando il mondo che ci circonda, non può più sfuggire alla nostra attenzione, la grave situazione in cui versa la nostra fragile umanità, vessata da presagi ogni giorno più concreti di guerre sempre più estese, da continue distruzioni e insensate corse agli armamenti.
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Ascolteremo ancora una volta queste parole del Signore; parole che ci richiamo al nostro essere suoi discepoli e ci impongono nell’immediato un profondo interrogativo: “qual è il mio impegno ed il mio ruolo di cristiano e francescano secolare, nella costruzione e nel mantenimento della pace come bene inalienabile, comune ed universale?”.

«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Stiamo vivendo un’epoca in cui, da una parte si fanno grandi sforzi e grandi passi in avanti nella salvaguardia del creato e dall’altra si incrementano le armi di distruzione totale. Nel secolo scorso sono sorte in questo modo molte ideologie totalitaristiche e razziali, poi puntualmente crollate come castelli di polvere perché fondate sul nulla; tuttavia, il loro eco ancora non si è spento perché enorme è stato il danno arrecato da esse all’umanità, anzi ne fioriscono sempre di nuove e nonostante tutto crescono e vivono fra i tanti nostri silenzi. Siamo ancora uomini contro uomini e questo purtroppo avviene anche fra le nazioni cristiane, ed anche nel nostro piccolo, nella nostra quotidianità. Abbiamo bisogno di una nuova cultura di pace. Abbiamo bisogno di convertire i nostri cuori alla pace. Abbiamo bisogno di trovare e costruire nuove relazioni di pace partendo dai piccoli gesti di ogni giorno.
La nostra regola nei suoi articoli, ci chiama a questo. “Quali portatori di pace…” questo enunciato fa parte del nostro DNA cristiano prima ancora che francescano e noi vogliamo essere permeati da questo profumo da diffondere nel mondo.
Il nostro mondo è fragile, vario e complesso ed ha bisogno di respirare questo profumo di pace e di equilibrio. L’uomo, invece, quando è spinto dai propri egoismi, disconoscendo il proprio limite crea disequilibrio e distruzione. Il cuore dell’uomo ha urgente bisogno di essere educato alla pace, perché quando spirano venti di guerre, anche se lontane da noi, potrebbe essere già troppo tardi anche per noi e questi venti spirano già da troppo tempo e rischiano di diventare tempeste.
Tutti noi, nel nostro limite siamo chiamati a custodire la terra col il nostro lavoro e col nostro ingegno, perché «diventi una dimora degna di tutta la famiglia umana» (Gaudium et spes 33; 57), e non possiamo presumere, di demandare ad altri di agire per noi in modo etico, senza esserne parte attiva e responsabile. La Pace non è responsabilità di pochi, ma dell’intera famiglia umana. La pace è il frutto di relazioni che riconoscono e accolgono l’altro nella sua inalienabile dignità, la pace è frutto di cooperazione e impegno nella ricerca dello sviluppo integrale di tutte le persone e di tutti i popoli.
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi», siamo chiamati personalmente dal Cristo risorto e da Lui inviati ad essere non solo sognatori di pace, ma concreti costruttori di Pace. Chiediamo al Signore che queste Sue Parole si incarnino in profondità nei nostri cuori e nel nostro quotidiano, perché possiamo essere come Lui, costruttori di pace, e portatori di vera speranza per questa nostra fragile umanità.
A tutti voi, carissimi fratelli e sorelle, giunga da tutto il Consiglio Regionale OFS Lazio, l’augurio di una santa Pasqua di pace e serenità nello Spirito del Risorto, pace e bene.

Il Ministro Regionale OFS Lazio

Antonio Fersini


Lettera di Pasqua 2024

Lettera Santo Natale 2023

“E giunge il giorno della letizia, il tempo
dell’esultanza! Per l’occasione sono qui convocati
molti frati da varie parti; uomini e donne arrivano
festanti dai casolari della regione, portando ciascuno
secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare
quella notte, nella quale s’accese splendida nel cielo la
Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi.
… Francesco … è raggiante di letizia”. (ff 85)

Carissimi fratelli e sorelle,

viviamo un tempo non facile, carico di turbamenti, di inquietudini e di incertezze e ogni giorno corriamo il rischio di
lasciarci sorprendere dallo sconforto e dallo scoraggiamento, da cristiani siamo chiamati a vivere nella gioia del Vangelo e san Francesco ci insegna la letizia che è il rimedio più sicuro contro le mille insidie e astuzie del nemico, diceva infatti: “Il diavolo esulta soprattutto, quando può rapire al servo di Dio il gaudio dello spirito … e – continuava – se la letizia di spirito riempie il cuore, inutilmente il serpente tenta di iniettare il suo veleno mortale. I demoni non possono recare danno al servo di Cristo, quando lo vedono santamente giocondo. Se invece l’animo è malinconico, desolato e piangente, con tutta facilità o viene sopraffatto dalla tristezza o è trasportato alle gioie
frivole” (ff n.709).
Dio che si fa carne nella nostra debolezza per rimanere sempre con noi è l’olio della nostra letizia, è la forza della nostra gioia, è la certezza della nostra fede. Che mai la malinconia, lo sconforto e la tristezza prendano il sopravvento su di noi, ma come san Francesco, lasciamoci
commuovere da tanto Amore e apriamo i nostri cuori alla letizia che porta Cristo e porta a Cristo.
In occasione dell’ottocentesimo anniversario del Presepio di Greccio, a nome di tutto il Consiglio Regionale auguro a tutti voi che la gioia dell’Incarnazione di Gesù Cristo inondi i vostri cuori di gioia evangelica e francescana letizia.
Buon Natale.

Il ministro regionale

Antonio Fersini


Lettera Natale 2023

Assemblea e Programma 21 ottobre 2023

Carissimi fratelli e sorelle e pp assistenti il Signore ci doni la Sua Pace.
Come già comunicato con le lettere a seguito, ci ritroveremo tutti insieme in assemblea regionale giorno 21 ottobre a Roma presso i locali della Cittadella in Via Laurentina 450, alle ore 08.30, per poter iniziare con la preghiera di apertura dell’assemblea puntuali alle 09.00.

Il Consiglio Regionale ha valutato con ogni attenzione l’organizzare questa assemblea e ha deciso di effettuarla in una sola giornata per non gravare ulteriormente con spese di vitto e di pernotto su situazioni economiche familiari e fraterne già messe a dura prova dai continui rincari ormai generalizzati su tutto.

A questo scopo non viene chiesta alcuna spesa di partecipazione, le spese di utilizzo della struttura sarà, infatti, a carico della cassa del Consiglio Regionale nonostante il limite di tempo a disposizione, avremo tuttavia l’opportunità di confrontarci sui vari aspetti della nostra vita fraterna, in tutti i suoi aspetti, ambito per ambito e zona per zona, per definire insieme, sinodalmente, impegni, programmi e progetti, perché tutto sia espressione di quell’unità cristiana e fraterna che caratterizza il nostro vivere.

Chiedo, quindi la presenza di tutti i consigli locali e di tutti i fratelli e le sorelle che vorranno gioire nello stare insieme per condividere gioie, fatiche, difficoltà, esperienze ed aspirazioni, è questo condividere che ci rende concretamente famiglia nel cammino che abbiamo intrapreso e che insieme vogliamo gustare e offrire. Sono certo che non mancherete e che vorrete tutti essere parte attiva in questa nostra sinodalità. A tutti chiedo di essere puntuali e di comunicarci con tempo la presenza di bambini, per il servizio di babysitter.
Chiedo, inoltre, alle fraternità della zona Fra Pacifico, Fra Antonio e Fra Giovanni, di farsi carico del servizio di accoglienza dei fratelli e delle sorelle che verranno da tutto il Lazio, offrendo un caldo caffè di benvenuto.

Maggiori dettagli dell’evento nel file allegato al presente articolo

Il ministro OFS Lazio

Antonio Fersini


Lettera Assemblea e Programma 21 ottobre 2023

Frate Francesco ci scrive! Le lettere del santo di Assisi

Il programma  di un ciclo di incontri online e gratuiti che Frate Pietro Maranesi terrà quest’anno presso le suore Clarisse di San Severino Marche. È un’ottima occasione per conoscere gli scritti di Francesco.
Possono essere seguiti o dalla pagina Facebook del “Centro di esperienza e formazione francescana” o dal canale YouTube “Clarisse San Severino” Frate Pietro è uno dei più grandi studiosi di francescanesimo.

Questo ciclo di incontri è un’opportunità straordinaria per conoscere San Francesco attraverso i suoi scritti che sono la fonte principale per capire il suo spirito. Tutti dovrebbero  seguire questi incontri,  dai simpatizzanti ai professi di lungo corso.

Gli incontri online sono:

15 ottobre – 5 novembre – 3 dicembre 2023;

14 gennaio – 4 febbraio – 10 marzo – 14 aprile – 12 maggio 2024.


Ministro Nazionale Luca Piras per San Francesco 2023

Carissimi Francescani Secolari d’Italia, anche quest’anno ci ritroviamo a festeggiare la festa/memoria di San Francesco di Assisi. È una data che tradizionalmente segna la ripresa delle “attività” nelle varie fraternità ed occasione di fare festa e scambiarsi gli auguri tra tutti gli appartenenti a questa meravigliosa famiglia, nata dall’intuizione del giovane assisano. È forse l’avanzare dell’età che mi porta però a trovare, ogni volta, il senso della festa e dello scambio degli auguri. Certo non avremo grandi meriti per il solo fatto di aver fatto una professione o gloriarci quali “figli di Francesco”; non per solo questo saremo depositari delle virtù già appartenute al Santo Francesco. E allora che senso può avere oggi, nell’anno 2023, fare festa intorno a Francesco e scambiarsi gli auguri come nelle ricorrenze importanti? Che senso ha fare festa se non sento tutti fratelli, quali figli dello stesso Dio, ma ancora faccio classifiche, tra vicini e lontani, tra degni e non degni, tra giusti e non giusti? Che senso ha se non lascio a Dio l’ultima parola nel giudizio? Che senso ha festeggiare Francesco se il creato non è luogo di impegno concreto o rimane solo uno slogan? Che senso ha se gli ultimi sono ultimi di serie A e ultimi di serie B? Che senso ha festeggiare Francesco d’Assisi se la norma diventa moralismo ed è più importante delle persone? Tante altre domande mi vengono in mente; ma forse l’augurio, per questa festa, è quello di chiedere al buon Dio che ci renda, come Francesco, uomini e donne liberi, di amare, di accogliere, di perdonare, di abbracciare e di sostenere, fuori da ogni schema a da ogni classifica, con la libertà di chi sa che la Vita, quella di tutti, sia unica e speciale perché donata dall’Unico capace di amare veramente in maniera gratuita

Ministro Nazionale OFS

Luca Piras


circolare San_francesco_2023

Lettera del Ministro Provinciale Fr. Luciano De Giusti OFM 2023

Carissimi e carissime, Il Signore Vi dia la sua pace! In occasione della Festa del Padre san Francesco, ad 800 anni della conferma della Regola da parte di Papa Onorio III e del suo particolare Natale di Greccio, vogliamo soffermarci sulle sue parole che sono da sempre, per molti dei suoi figli, via di vita e di libertà. Come sapete, nel pomeriggio del prossimo 29 novembre a San Giovanni in Laterano, si chiuderà il Centenario della Regola con una liturgia alla quale è invitata tutta la Famiglia Francescana; riascolteremo proprio quanto frate Francesco ha scritto per i suoi figli; e riaccoglieremo simbolicamente la Regola da parte della Chiesa, per continuare a vivere in novità di vita la profezia di Francesco nel nostro oggi. Nell’avvicinarsi della sua morte, nelle parole accorate del Testamento, San Francesco richiama la Regola ove riafferma che i frati “non inseriscano spiegazioni nella regola” ma cerchino di comprendere le sue parole scritte con “semplicità e purezza”, ma soprattutto di osservarle fino alla fine “con santa operazione” (cfr Test 38-39: FF130)

Come ha sottolineato il grande studioso fr. Carlo Paolazzi ricordando la Regola e il Testamento, in questi due testi ci sono due sigilli: quello della semplicità e quello della grazia; Il Testamento, nota il compianto studioso, non è un contraltare alla Regola Bollata, ma è un supporto alla stessa, alla cui normativa aggiunge la forza trascinante dell’esemplarità. Come figli di Francesco abbiamo la responsabilità della testimonianza; innanzitutto nei confronti di voi sorelle Clarisse e di voi tutti membri dalla famiglia francescana; ma anche e contemporaneamente verso tutti gli uomini e le donne, ai quali siamo chiamati insieme a portare la Buona notizia del Vangelo sui passi di Serafico Padre.

Questa esemplarità però non può essere di qualità se non ritrova quel fondamento essenziale e irrinunciabile in ogni epoca, in ogni momento di passaggio, che Francesco indica con fortezza e mitezza nella Regola: «Ciò che i frati devono desiderare sopra ogni cosa è di avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione» (Rb 10,9). Cari fratelli e care sorelle, solo da qui riusciremo a ripartire. Non facciamoci prendere da smanie – che alle volte il maligno ci vuole suggerire – di percorrere strade più facili e più convincenti; magari isolandoci, sparlando e spargendo parole che dividono: questo è il male dal quale dobbiamo chiedere di essere guariti! Chi ha davvero sperimentato la misericordia del Signore sa che essa consola e lenisce ogni ferita, mostrando la realtà in modo diverso – oserei dire in modo pasquale – dove ogni palpito di vita è presente e si svela ai nostri occhi.

Oggi, come fratelli e sorelle, abbiamo più che mai bisogno dell’operazione dello Spirito, che solo può rendere possibile la sequela, come ci ricorda il Serafico Padre: «…interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo…» (LOrd 51). Solo il fuoco accende e purifica il cuore di coloro che hanno “abbandonato ogni cosa per suo amore”, perché possano continuare a credere che sia possibile vivere una vita semplice e coerente con quanto abbiamo scelto, solo per grazia Sua. Ai miei confratelli esorto ancora, all’inizio di questo triennio, di credere che è nell’obbedienza, seppur faticosa, che ci è chiesto di essere fedeli. Non lasciamo che le difficoltà che inevitabilmente incontriamo oscurino la gioia della vocazione ed offuschino la nostra testimonianza; tutti portiamo dentro certe fragilità, ma proprio in queste ci è data la grazia di essere compagni di viaggio. Abbiamo un percorso da fare dove nessuno si deve sentire escluso o messo da parte.

Se riflettiamo attentamente e con onestà non possiamo non riconoscere come alcune di queste difficoltà nascano dall’affievolirsi del desiderio di vivere con semplicità e con santa operosità il Santo Vangelo e la nostra Regola con le sue esigenze; solo avendo il coraggio di dirci questo può iniziare un percorso di verità nella nostra vita singola e fraterna. Con verità e serietà riascoltiamo insieme quanto ci ha scritto il Nostro Padre San Francesco: «E chiunque osserverà queste cose, sia in cielo ripieno della benedizione dell’Altissimo Padre, e in terra della benedizione del suo diletto Figlio con il santissimo Spirito Paraclito e con tutte le virtù celesti e tutti i santi» (Test 41: FF131). Con verità chiediamoci perché ci siamo allontanati da quanto abbiamo liberamente promesso davanti alla Chiesa e al popolo di Dio; non credere che sia possibile la conversione, la strada del ritorno – perché davvero nulla è impossibile a Dio – è la traccia chiara che lo spirito del male vuole allontanarci da Lui, nostro unico Signore.

Insieme a questa fraterna condivisione vi affido tutti e tutte a frate Francesco attraverso le sue stesse parole, flebile voce di consolazione e di vicinanza: «E io frate Francesco, piccolino e vostro servo, per quanto posso, vi confermo dentro e fuori questa santissima benedizione» (Test 41: FF131). Buona Festa di San Francesco.

Fr. Luciano De Giusti, OFM Ministro provinciale


Lettera del Ministro per San Francesco 2023

Lettera Festa San Francesco

Carissimi Fratelli e Sorelle, venerabili pp. Assistenti, amate sorelle Clarisse, il Signore ci doni la Sua pace.
Rendiamo grazie a Dio nostro Padre che anche quest’anno ci concede di gioire nel fare memoria del nostro serafico padre San Francesco,
ricorrono infatti quest’anno due centenari Francescani, che inondano di gioia il nostro cuore:
quello della Regola e quello del Presepe di Greccio.
Siamo tutti chiamati ad essere testimoni di questa gioia in un rinnovato impegno nel vivere la nostra regola con cuore puro e nello Spirito del
Signore:
“Dal momento della conversione al giorno della morte, Francesco fu molto duro, sempre, con il suo corpo. Ma il suo più alto e appassionato impegno fu quello di possedere e conservare in sé stesso la gioia spirituale. Affermava: «Se il servo di Dio si preoccuperà di avere e conservare abitualmente la gioia interiore ed esteriore, gioia che sgorga da un cuore puro, in nulla gli possono nuocere i demoni, che diranno: –Dato che questo servo di Dio si mantiene lieto nella tribolazione come nella prosperità, non troviamo una breccia per entrare in lui e fargli danno”.

Nell’augurarvi una santa festa del nostro Serafico Padre, a nome di tutto il Consiglio Regionale, vi abbraccio, con tenero e fraterno affetto in Cristo.

Il Ministro OFS Lazio

Antonio Fersini


 

1 ottobre vespri

2 Francescoe l’incarnazione – Triduo

2 ottobre vespri santi angeli custodi

3 ottobre transito

3 ottobre primi vespri del 4 da lit

4 OTTOBRE Vespri_DI san_Francesco

4 OTTOBRE San Francesco e Gesù Bambino – triduo

 

 

 

Quaresima 2023

Così dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni,
con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le
vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli
è misericordioso e pietoso, lento all’ira, e grande
nell’amore”. (Gl 2.12)

Carissimi Fratelli e Sorelle il Signore ci doni la sua pace.
Quando le nostre strade si allontanano dalle vie del Signore, per noi si prospetta solo oscurità e sofferenza, disperazione e lutto, ma il Signore è buono e misericordioso e ci dona un tempo nel quale rivedere e reindirizzare la nostra vita. Spesso noi pensiamo, che debbano essere gli altri a doversi convertire e non consideriamo che magari,
questo non avviene a causa della nostra tiepidezza, della nostra testimonianza non convincente, del nostro perbenismo.
La strada della Quaresima è un percorso di Grazia attraverso il quale, con preghiere, digiuni e atti di carità, possiamo sperare di giungere alla Resurrezione.
Sia questo, per tutti noi, un cammino di consapevolezza, di luce e di ascolto, ma anche di azioni concrete nell’Amore.
Carissimi, unito a tutto il Consiglio Regionale auguro ad ognuno di noi, degni e santi frutti di conversione.

Il ministro regionale Ofs Lazio

Antonio Fersini