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Lettera Gruppo lavoro per la Formazione Regionale

Come è noto dal 2016 è stata istituita una commissione per l’Area Formazione Regionale affinché il nostro cammino fraterno sia secondo la volontà del Vangelo e a servizio dei fratelli nella loro formazione. La sua attività è normata dall’art. Art. 17 comma 6 (St.Naz.) che recita: “ È facoltà del Consiglio, ad ogni livello, per meglio adempiere al servizio fraterno e pastorale e favorire la corresponsabilità, istituire gruppi di lavoro coinvolgendo Professi esterni allo stesso, coordinati da un consigliere. Questi gruppi di lavoro fungono da ausilio al Consiglio e, di conseguenza, decadono contemporaneamente al Consiglio che li ha costituiti e non possono sostituirsi al medesimo nelle funzioni decisionali e di amministrazione economica.” Il Consiglio Regionale eletto nell’ultimo capitolo regionale, ha scelto quali delegati alla formazione Regionale, i consiglieri Carla GORELLO e Riccardo VALLONE ai quali spetta il compito, con l’aiuto degli altri membri del Consiglio, di animare e guidare le Fraternità locali esistenti nel territorio della nostra regione e di favorirne ed incrementarne l’unione tra le stesse con particolare attenzione nell’attuare le indicazioni della Fraternità nazionale sugli aspetti formativi ed attivarli affinché le stesse siano concretizzate, incrementandone le specificità. (cfr artt. 49 CCGG e 43 S.N.)
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Lettera Gruppo di Formazione 15 settembre 2020.pdf  

Lettera Esaltazione della Croce e Festa Sacre Stimmate

Il Vangelo di Gv (12,20-33) racconta un episodio avvenuto negli ultimi giorni della vita di Gesù. La scena si svolge a Gerusalemme, dove Egli si trova per la festa della Pasqua ebraica. Per questa celebrazione rituale sono arrivati anche alcuni greci; si tratta di uomini animati da sentimenti religiosi, attirati dalla fede del popolo ebraico e che, avendo sentito parlare di questo grande profeta, si avvicinano a Filippo, uno dei dodici apostoli, e gli dicono: «Vogliamo vedere Gesù». Giovanni pone in risalto questa frase, centrata sul verbo vedere, che nel vocabolario dell’evangelista significa andare oltre le apparenze per cogliere il mistero di una persona. Il verbo che utilizza Giovanni, “vedere”, è arrivare fino al cuore, arrivare con la vista, con la comprensione fino all’intimo della persona, dentro la persona. La reazione di Gesù è sorprendente. Egli non risponde con un “sì” o con  OFS del Lazio, piazzale del Verano, 6 – 00187 Roma
un “no”, ma dice: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato». Queste parole, che sembrano a prima vista ignorare la domanda di quei greci, in realtà danno la vera risposta, perché chi vuole conoscere Gesù deve guardare dentro alla croce, dove si rivela la sua gloria.
Guardare dentro alla croce. Il Vangelo ci invita a volgere il nostro sguardo al crocifisso, che non è un oggetto ornamentale o un accessorio di abbigliamento – a volte abusato! – ma è un segno religioso da contemplare e comprendere. Nell’immagine di Gesù crocifisso si svela il mistero della morte del Figlio come supremo atto di amore, fonte di vita e di salvezza per l’umanità di tutti i tempi. (Papa Francesco)
Carissimi fratelli e sorelle, il Signore ci doni la Sua Pace.

La Croce del Signore nostro Gesù Cristo è il luogo da cui ripartire per il nostro cammino di perfezione nella carità, dopo ogni nostra fermata, sia Essa il baluardo della nostra vita e lo specchio nel quale cercare e perseguire la Sua imitazione:
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, iniziano così le nostre giornate, è il segno della Croce impresso da noi sulla nostra carne, è il segno che lega la nostra quotidianità e la nostra vita alla Trinità di Dio. E mentre la nostra mano accarezza la fronte noi consegniamo al Padre la nostra mente, i nostri pensieri, i nostri progetti. Quando sfioriamo il petto, consegniamo il nostro cuore e i nostri sentimenti, i nostri affetti più cari al Figlio, che è scuola di amore. Toccando infine le spalle invochiamo lo Spirito Santo, sul nostro agire, sul nostro operare, sul nostro lavoro, perché ci dia la forza necessaria per fare bene ciò che ci apprestiamo a fare.
La Croce ci racconta di un Dio che per amore incarna la nostra sofferenza dandogli un senso straordinario cui mai noi avevamo pensato. La Croce tracciata sul nostro corpo è un atto di fede e nel contempo un atto di amore: io credo nel Padre che mi ha generato, io credo nel Figlio che ha allargato le braccia per amore, io credo nello Spirito Consolatore, mia forza, mio coraggio e ad essi mi affido perché so di essere da Essi amato. La croce ci racconta, ogni giorno, del nostro riscatto, nel compimento di quell’Alleanza che strappandoci dalla morte del peccato ci innesta nella vita Trinitaria. La Croce, sostanza d’amore, ci fa famiglia divina, ci rende tutti fratelli.
La Croce tracciata volontariamente e con amore sul nostro corpo racconta il nostro accogliere Gesù nella nostra vita ed esprime il nostro donarci ai fratelli in quell’amore che ci trasforma e ci rende un Corpo solo ed un’anima sola. La Croce non racconta solo del Figlio che per noi ha donato la sua divinità e la sua umanità, ma anche della sofferenza e dell’ingiusta morte di tanti nostri fratelli. La Croce ci racconta di un Mistero che si svela nella semplicità di un pezzo di pane. La Croce è il nostro bene. O Trinità beata, non è impossibile conoscerti, quale suprema commozione riconoscerti in un semplice gesto del mattino.
Vi abbraccio tutti, con affetto sincero in Cristo e vi auguro una santa festa della Santa Croce e delle Stimmate di Francesco.

Il ministro regionale

Antonio Fersini

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14 settembre Vespri

17 settembre Liturgia

Festa delle stimmate di San Francesco Vespri

Le Sacre Stimmate

Lettera Esaltazione della Croce e Sacre Stimmate 14 settembre

Momento di preghiera per il 17 settembre

Preghiera a San Francesco

Preghiera al Crocefisso

Lettera Festa Maria SS Assunta in cielo

Carissimi fratelli e sorelle e pp. Assistenti, il Signore ci doni la Sua pace.

Francesco vive in pienezza la sua relazione con Maria nella tenerezza e nella venerazione di un figlio, circondandola di un amore indicibile, perché solo Lei aveva reso possibile l’incarnazione di Dio nella nostra umanità e solo Lei aveva reso nostro fratello il Signore della Maestà. A Suo onore cantava lodi particolari, innalzava preghiere offriva affetti, tanti e tali, che lingua umana non potrebbe esprimere. Ma cosa che maggiormente riempie di gioia, La costitui avvocata dell’Ordine e pose sotto le Sue ali i figli che Egli stava per lasciare, perché vi trovassero calore e protezione fino alla fine (Celano 198).
La venerazione di Maria, si manifesta in Francesco, soprattutto nella preghiera di intercessione rivolta a Lei, perché giunga al Padre attraverso di Lei e nella imitazione di Lai, in particolar modo della Sua povertà, scrive infatti a s. Chiara, nelle sue ultime volontà: “Voglio seguire la vita e la povertà dell’Altissimo Signore nostro Gesù Cristo e della Sua Santissima Madre”.
Il Serafico Padre ci indica Maria come il modello da seguire ed imitare, per poter sempre meglio seguire ed imitare Gesù. Nel saluto alla Vergine, la indica come scrigno di tutte le virtù e in Lei, infatti le saluta, concludendo il saluto con la sua lode.

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 Lettera-Maria-SS-Assunta-15-agosto-2020-1.pdf

 

Laudato si del santo Padre Francesco sulla cura della casa comune

«Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».

Nel secondo capitolo dell’enciclica Laudato Si papa Francesco parlando del “vangelo della creazione”, individua le “profonde motivazioni del senso della vita” che a volte a noi, presi da tante altre sollecitazioni sfuggono e passando in second’ordine non ci consentono di impostare il nostro vivere quotidiano sui veri valori umani e cristiani.
È necessario quindi, delineare un percorso che, partendo dai suoi continui richiami ci desti dalla nostra tiepidezza e ci stimoli a prenderci cura della natura e dei fratelli e sorelle più fragili» (64). Papa Francesco in questo percorso ci propone la lettura di alcuni racconti della Bibbia, richiamandoci alla “tremenda responsabilità” (90) di ognuno di noi nei confronti del creato, dell’intimo legame tra tutte le creature e all’irrinunciabile verità che «l’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti». (95) rileggendo i brani della Bibbia, noi possiamo riscoprire che “il Dio che libera e salva è lo stesso che ha creato l’universo” e di come “l’amore con il quale Egli ci avvolge è suffragato dalla forza della Sua azione” (73).

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Strumento Laudato Si

Lettera Laudato Sì 21 maggio 2020

 

Lettera e Via Crucis 2020

Carissimi fratelli e sorelle il Signore ci doni la sua pace.
Iniziamo, da domani, un cammino particolare che ci condurrà alla Pasqua che quest’anno non potremo celebrare liturgicamente a
seguito dell’emergenza sanitaria in atto.

Ogni giorno vivremo una stazione della “via crucis” appositamente preparata alla luce del Vangelo e della Sindone”, con spunti tratti da un omonimo libretto del 1978 edito dalla ELLE DI CI – Leuman (TO).
Ogni giorno, quindi, con l’ausilio un passo del Vangelo ci accosteremo alla più importante reliquia della cristianità, meditando su quanto essa ci rivela della passione del Signore Gesù, cercando di imprimere nel nostro cuore quella “terribile bellezza” e quei “segni di amore” in essa impressi. L’ordine delle stazioni è strettamente aderente ai testi evangelici, base fondamentale di ogni nostra meditazione sulla passione del Signore Gesù.
In questo percorso ci sono di aiuto le parole del santo papa Paolo VI:
“Qualunque sia il giudizio storico e scientifico che valenti studiosi vorrano esprimere circa questa sorprendente e misteriosa reliquia, noi non possiamo esimerci dal fare voti che essa valga a condurre i visitatori non solo ad una assorta osservazione sensibile dei lineamenti esteriori e mortali della meravigliosa figura del Salvatore, ma possa altresì introdurli in una più penetrante visione del suo recondito e affascinante mistero”E quelle del santo papa Giovanni Paolo II:
“Ciò che soprattutto conta per il credente è che la Sindone è specchio del Vangelo. In effetti, se si riflette sul sacro Lino, non si può prescindere dalla considerazione che l’immagine in esso presente ha un rapporto così profondo con quanto i Vangeli raccontano della passione e morte di Gesù che ogni uomo sensibile si sente interiormente toccato e commosso nel contemplarla. Chi ad essa si avvicina è, altresì, consapevole che la Sindone non arresta in sé il cuore della gente, ma rimanda a Colui al cui servizio la Provvidenza amorosa del Padre l’ha posta. Pertanto, è giusto nutrire la consapevolezza della preziosità di questa immagine, che tutti vedono e nessuno per ora può spiegare.
Per ogni persona pensosa essa è motivo di riflessioni profonde, che possono giungere a coinvolgere la vita. La Sindone costituisce così un segno veramente singolare che rimanda a Gesù, la Parola vera del Padre, ed invita a modellare la propria esistenza su quella di Colui che ha dato sé stesso per noi”.
Nell’augurare a tutti e a ciascuno di voi, a nome del Consiglio Regionale tutto, un santo cammino verso la Pasqua, fraternamente vi abbraccio con affetto sincero in Cristo

Il ministro regionale OFS Lazio

Antonio Fersini

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Lettera Via Crucis 2020

via Crucis con lettura della Sindone

Lettera IV Quaresima – “Tu sei la nostra speranza!”. (FF 261)

Nel Vangelo di oggi, quarta domenica di quaresima Gesù compie un gesto che ci dona speranza, in questo periodo buio della nostra vita. Egli prende del fango lo impasta con la sua saliva e lo spalma sugli occhi di un cieco, ridonandogli la vista. È il gesto di una nuova creazione contro ogni aspettativa umana. “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21,5).
La speranza è sorella della nostra fede e insieme condiscono, accompagnano e caratterizzano ogni momento della nostra vita, ogni nostro gesto, ogni nostro parlare, soprattutto in questi momenti di incertezza e scoraggiamento. Momenti nei quali risuonano forti le parole di Papa Francesco nell’udienza del 4 ottobre 2017:
“il cristiano non è un profeta di sventura. Noi non siamo profeti di sventura. L’essenza del suo annuncio è l’opposto, l’opposto della sventura: è Gesù, morto per amore e che Dio ha risuscitato al mattino di Pasqua. E questo è il nucleo della fede cristiana. Se i Vangeli si fermassero alla sepoltura di Gesù, la storia di questo profeta andrebbe ad aggiungersi alle tante biografie di personaggi eroici che hanno speso la vita per un ideale. Il Vangelo sarebbe allora un libro edificante, anche consolatorio, ma non sarebbe un annuncio di speranza.

Com’è bello pensare che si è annunciatori della risurrezione di Gesù non solamente a parole, ma con i fatti e con la testimonianza della vita! Gesù non vuole discepoli capaci solo di ripetere formule imparate a memoria. Vuole testimoni: persone che propagano speranza con il loro modo di accogliere, di sorridere, di amare. Soprattutto di amare: perché la forza della risurrezione rende i cristiani capaci di amare anche quando l’amore pare aver smarrito le sue ragioni.
C’è un “di più” che abita l’esistenza cristiana, e che non si spiega semplicemente con la forza d’animo o un maggiore ottimismo. La fede, la speranza nostra non è solo un ottimismo; è qualche altra cosa, di più! È come se i credenti fossero persone con un “pezzo di cielo” in più sopra la testa.
È bello questo: noi siamo persone con un pezzo di cielo in più sopra la testa, accompagnati da una presenza che qualcuno non riesce nemmeno ad intuire. Così il compito dei cristiani in questo mondo è quello di aprire spazi di salvezza, come cellule di rigenerazione capaci di restituire linfa a ciò che sembrava perduto per sempre. Quando il cielo è tutto nuvoloso, è una benedizione chi sa parlare del sole. Ecco, il vero cristiano è così: non lamentoso e arrabbiato, ma convinto, per la forza della risurrezione, che nessun male è infinito, nessuna notte è senza termine, nessun uomo è definitivamente sbagliato, nessun odio è invincibile dall’amore.
Quando è venuto il tempo della persecuzione. Sono rimasti lì, dove si era incerti anche del domani, dove non si potevano fare progetti di nessun tipo, sono rimasti sperando in Dio.

Questi sono veri cristiani! Questi portano il cielo nel cuore, guardano oltre, sempre oltre. Chi ha avuto la grazia di abbracciare la risurrezione di Gesù può ancora sperare nell’insperato. Ecco, cari fratelli e sorelle, perché il cristiano è un missionario di speranza. Non per suo merito, ma grazie a Gesù, il chicco di grano che, caduto nella terra, è morto e ha portato molto frutto (cfr Gv 12,24)”.
Carissimi, restiamo saldi nella nostra speranza che è Cristo Gesù, certi di non essere mai soli, né mai delusi, uniti nella preghiera vicendevole, ma soprattutto per coloro che non possono più farlo, per coloro che sono stati colpiti negli affetti più cari, per coloro che lottano senza risparmiarsi perché sui nostri volti ritorni il sorriso.

Vi abbraccio tutti, con affetto sincero in Cristo

Il ministro regionale OFS Lazio

Antonio Fersini

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Lettera IV Quaresima 21 marzo 2020

Lettera Sospensione incontri Regionali

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore ci doni la Sua pace,

viste de decisioni della Diocesi di Roma di sospendere temporaneamente incontri e corsi formativi programmati e gli orientamenti istituzionali nazionali che hanno determinato per i prossimi giorni anche la chiusura di tutte le scuole, l’annullamento di convegni e congressi, su tutto il territorio nazionale, sentito il Consiglio Regionale in merito, sospendo precauzionalmente, a partire da domani 05 marzo 2020, per 15 giorni, salvo diverse comunicazioni tutti gli incontri formativi regionali e zonali e i ritiri zonali.

Si raccomanda a tutti e ciascuno l’adeguamento alle disposizioni emanate in merito sia a livello ecclesiale che civile, anche attraverso l’adozione di ogni misura idonea a tutelare la salute dei fratelli e quella pubblica, inoltre, là dove i consigli locali lo ritenessero necessario, anche la sospensione precauzionale degli incontri locali di fraternità.

Inoltre, chiedo, ad ognuno di voi, che, quotidianamente ed in modo particolare ci si raccolga nella preghiera di supplica, di adorazione, o della recita del S. Rosario, invocando la Misericordia Divina che ci liberi sempre e ci preservi da ogni male, e doni la salute a quanti sono nella malattia,

fraternamente vi abbraccio tutti con affetto sincero in Cristo

Il ministro

Antonio Fersini

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Sospensione incontri Regionali

DPCM del 4.3.2020 – 16.32.pdf

Preghiera 4° passo

Il tatto è il senso che permette al nostro corpo di percepire molte cose. È il senso che ci permette di prendere informazioni sugli oggetti, che ci dà la sensazione del calore, se un oggetto o un ambiente è caldo o freddo ed inoltre è il senso che ci fa sperimentare il dolore. È il senso che ci permette di riconoscere anche senza la vista alcuni oggetti.

Il tatto mette in relazione il nostro corpo con l’ambiente esterno o con altre persone.

Nel Vangelo vediamo una donna bisognosa di guarigione che si avvicina a Gesù, è consapevole del suo disagio, e crede dentro di sé che soltanto toccando le vesti riceverà la guarigione, ed infatti così accade. È il toccare Gesù, le sue vesti che gli consente di cambiare radicalmente la sua vita. È il tatto, il sentire, il percepire, il toccare Gesù concretamente che gli permette di essere salvata.

Proviamo anche noi, come quella donna, a toccare il lembo del mantello di Gesù per essere sanati ed essere reali testimoni di una nuova vita donata.

Scarica la preghiera nel collegamento riportato sotto.

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quarto passo anno 2019-2020

Preghiera 3° passo

Mettersi alla presenza di Dio è accettare la sfida di lasciarci conoscere da Lui. È il Signore che si ferma e vuole entrare nella nostra vita, non si ferma a ciò che appare ma ci conosce in profondità. Se lo accogliamo sperimenteremo non il giudizio, non la condanna, ma la misericordia, la guarigione. Da questa esperienza sgorga in modo naturale, in modo spontaneo la condivisione che non è fatta solo di beni ma anche e soprattutto di cura.

AccogliamoLo nella nostra vita e fidiamoci più del Suo amore che della nostra fragilità.

Scarica la preghiera nel collegamento riportato sotto.

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terzo passo anno 2019-2020

 

 

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