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“Il giusto fiorirà, come una palma, si alzerà come un cedro del Libano, piantato nella casa del Signore.” Sal.91(92)13-14

Carissimi, siamo eredi consapevoli del grande dono che Francesco chiede per l’umanità. Quella nostra umanità intrisa di egoismo, di mormorio, di formalismo, di gelosia e di solitudine. Francesco oggi ci dona la possibilità di riprendere con serietà la strada del Vangelo. Oggi diventa possibile ciò che al nostro cuore sembra ormai chiuso ed impossibile.

Lo stupore di Dio per la richiesta di Francesco diventa lo stupore dell’uomo per la via che si riapre all’orizzonte di una vera riconciliazione, che rompe il muro di relazioni consumate dal nostro sentirsi superiori e non essere i minori, che servono in nome e per conto del Signore. Entrare nel perdono è sentirsi fortemente avvolti dall’abbraccio soave, dolce e potente di Dio.

Ma questo abbraccio deve essere il preludio di una vera conversione verso la Parola di Dio, che purifica, ridona vita e rinforza la nostra esistenza nell’Ordine Francescano Secolare. Non lasciamo che questo perdono scenda come acqua fresca nell’impermeabilità del nostro cuore e proponiamoci di riprendere la nostra professione in mano chiedendoci cosa deve cambiare in noi affinché quelle parole diventino vita di Dio nella nostra vita.

Il perdono di Assisi ancora oggi potrà cambiare il volto del mondo se noi ci mettiamo in gioco e cambiamo secondo il Vangelo il volto del nostro mondo: la nostra esistenza, la nostra fraternità, la nostra chiesa e la nostra città. Così il perdono richiesto da Francesco al Signore risuona di speranza nel campo della nuova umanità.

l perdono è amore senza ma e senza se, è amare senza misura in nome del Signore. Facciamoci rinnovare da questo amore e ritorniamo alla Regola con lo spirito di umiltà, verità e carità. Buona festa del Perdono. Dio vi abbracci tutti con la forza della sua misericordia.

Il ministro regionale OFS Lazio

Roberto Luzi

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